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“I luoghi della memoria”, mostra di Guglielmo Acciaro da Bobez

L’Associazione culturale Bobez presenta “I luoghi della memoria” personale di Guglielmo Acciaro. Lo spazio espositivo dell’Associazione sito in via Isidoro La Lumia  22  a Palermo ospiterà dal prossimo giovedì, 19 febbraio, una composizione di 20 opere  tra tempere grasse, grafite su carta gessata e tavola dal 97 al 2015.

Un percorso a ritroso che traccia un filo conduttore della ricerca dell’artista che recupera in maniera proustiana momenti del suo passato facendoli rivivere attraverso un flusso di coscienza. La scelta dello spazio espositivo diviene elemento fondamentale,  facendo in modo che  le opere si fondino in maniera naturale con l’ambiente, creando così una sorta di grande istallazione.

Biografia

Guglielmo Acciaro è nato nel 1955 a Santa Caterina Villarmosa – Caltanissetta.

Due grandi passioni – la pittura e l’architettura – hanno scandito tutta la vita dell’artista .

Dopo aver conseguito il diploma al liceo scientifico (1974) e la laurea presso la Facoltà palermitana di Architettura (1980), Guglielmo Acciaro svolge dal 1981 l’attività di libero professionista.

Folgorato all’età di nove anni da un libro sugli impressionisti, l’artista comincia un incessante studio sulla luce e sugli oggetti in sé.

Erano nature morte, ritratti, nudi. Erano oli, erano tecniche miste dai tratti ponderati.

Una Sicilia stilizzata – […] quella Sicilia che continua a saltarti fuori da ogni dove in cui luce e lutto si danno la mano […] (F. Scianna) – era il perenne sfondo di opere compiute. La perfezione dell’imperfetta forma era l’involucro di un’anima apparentemente immobile. Anima – che sapientemente prende tempo nel considerare se stessa.

Successivamente alle numerose collettive nel ventennio 1970 – 1980, alle tre personali tenutesi a Palermo (1976 – 1977 – 1984) e all’esperienza maturata sotto la guida del Maestro Pietro Annigoni del quale ha frequentato lo studio a Firenza tra il 1975 e il 1980 , Guglielmo Acciaro inizia a scavare nella quotidianità avendo come elemento primario la bellezza. Un’assordante bellezza che racconta la “storia” del brutto, del desolato e dell’isolato.

Tale è il filo conduttore che porta l’artista all’attuale maturità, in cui colonne e teschi, protagonisti di tele dello scorso decennio, vengono sostituiti da anime ricoperte da carne profondamente viva, in cui l’apparentemente immobile lascia spazio alla silente ponderazione.

Oggi: persone, denudate da qualsiasi contorno o situazione e fermate nell’istante, vergognosamente silenti, pure nella loro imperfezione. Prepotenti nelle loro pose chiare, pungenti nel loro contenuto fatto di grafite e carbone.

Penso che […] sia proprio il disegno a rivelarci la molla recondita che spinge il pittore a fare il suo racconto poetico (P. Annigoni).

Graffianti tanto per il pubblico quanto per l’artista stesso, sono tutti corpi – anime quelle proposte nell’ultimo anno del suo lavoro e in tutte le opere in mostra.

Il 9 novembre 2010 arriva il riconoscimento  da parte del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per gli alti meriti artistici.

Nell’aprile – maggio del 2013, nel complesso monumentale di San Giorgio dei Genovesi di Palermo viene organizzata una personale dal titolo “Historia de un amor” e, nel settembre ottobre dello stesso anno, viene organizzata nella boutique Giglio di Palermo una istallazione con le più significative opere.

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