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Inchiesta sul gruppo Marzotto. Sequestro di beni per 65 milioni

Matteo Marzotto. Foto Internet

Guai in vista per il gruppo Marzotto. La Guardia di Finanza di Milano ha eseguito stamattina un decreto di sequestro preventivo di beni immobili e partecipazioni societarie per un valore di oltre 65 milioni di euro nei confronti di una delle più importanti famiglie industriali nel settore tessile e della moda, i Marzotto.

Si tratta di fondi e beni nella disponibilità di tredici persone: l’accusa è di omessa presentazione della dichiarazione dei redditi e degli immobili, terreni e partecipazioni societarie a loro riconducibili. Il sospetto è che nel 2008, la vendita del marchio Valentino sia avvenuta eludendo il fisco italiano, attraverso la società lussemburghese Icg. Gli accertamenti condotti dalle Fiamme gialle, hanno permesso di riqualificare la holding lussemburghese come soggetto fiscalmente residente in Italia.

L’operazione si colloca nell’ambito di un’inchiesta condotta dai pm Laura Pedio e Gaetano Ruta coordinati dal procuratore aggiunto Francesco Greco. Risultano indagati Vittorio, Matteo, Maria Rosaria, Cristiana e Margherita Marzotto, Andrea, Isabella e Rosanna Donà dalle Rose, Barth Zech, Pierre Cladmi, Ferdinando Businaro e l’imprenditore immobiliare Massimo Caputi.

Tra gli immobili sequestrati una villa di 25 vani a Cortina d’Ampezzo, case a Milano e Roma e un castello a Tressino con oltre 50 stanze, una abitazione, con 30 stanze, e diversi terreni nel vicentino. Sulle proprietà poste sotto sequestro preventivo non sono stati apposti sigilli perché, come è stato spiegato dalla Guardia di Finanza, il provvedimento è finalizzato a impedire l’eventuale compravendita o la dissipazione dei beni fino alla definizione del procedimento in corso.

A quanto scrive il gip di Milano Gianfranco Criscione, l’intero profitto realizzato nell’affare Valentino Fashion Group, compresa la parte «guadagnata con l’evasione fiscale» sarebbe stato trasferito alle Isole Cayman.

“In merito al sequestro operato dalla procura di Milano in relazione a una asserita evasione fiscale nei confronti di alcuni esponenti del gruppo Marzotto, si rileva come tale decisione sia del tutto infondata”. Lo dichiarano gli avvocati dei Marzotto Piero Longo e Niccolò Ghedini.

“Vi sono già agli atti numerose consulenze e precisa documentazione – prosegue la dichiarazione dei due legali – attestanti l’avvenuta regolarità delle operazioni compiute, assolutamente appalesate al mercato e alle autorità di controllo. Inoltre come risulta dalla documentazione bancaria, le plusvalenze derivanti dall’operazione sono state puntualmente dichiarate, assoggettate a tassazione e rimaste pacificamente nell’ambito dell’Unione Europea e, in particolare per la massima parte proprio  in Italia. L’ipotesi quindi che i fondi siano stati inviati alle Isole Cayman è frutto di un evidente abbaglio”.

Celeste Bufalino

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