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Greenpeace scopre i tesori sommersi

‘U Mari non si spirtusa’ (foto Internet)

Greenpeace ha diffuso il 3 agosto scorso i risultati preliminari dell’esplorazione condotta nel Canale di Sicilia con l’ausilio di un veicolo filoguidato dotato di telecamera (ROV) e in collaborazione con gli esperti dell’Ispra, esplorazione utile a raccogliere documentazione a profondità tra gli 8 e i 160 metri.

È la prima volta che la tecnologia ROV viene impiegata per monitorare questi banchi del Canale di Sicilia. C’era molta attesa intorno a questi risultati e a questo studio. Greenpeace, infatti, ha intitolato la ricerca “I Tesori sommersi del Canale di Sicilia” per sottolineare quanto sia unica questa porzione di Mar Mediterraneo e quanto inestimabili possano essere i danni causati dalle trivellazioni.

Giorgia Monti, responsabile Campagna Mare di Greenpeace, ha dichiarato: “Quello che abbiamo visto nella nostra spedizione conferma l’enorme ricchezza e fragilità di questi fondali. Ambienti incontaminati come questi andrebbero tutelati come tesori preziosi e non messi a rischio con le trivellazioni. I dati raccolti si aggiungono a quelli già acquisiti da Greenpeace nel 2009, che furono strumentali nel bloccare la richiesta di esplorazione petrolifera della Audax Energy a nord di Pantelleria”.

“Sono tantissimi i comuni costieri che, in queste settimane, si sono schierati con noi contro le trivelle, appoggiati dalla stessa Giunta di governo regionale. – ha continuato Giorgia Monti – La richiesta della Sicilia al ministero dell’Ambiente è chiara: istituire una Zona di Protezione Ecologica nel Canale e creare delle aree protette in zone sensibili come i banchi per fermare la folle corsa all’oro nero”.
La Regione Siciliana è al fianco dell’associazione ambientalista in questa battaglia per la tutela del patrimonio dell’isola. Non solo la regione, ma anche personalità del mondo dello spettacolo e della cultura hanno aderito alla campagna “U mari non si spirtusa”.

Come già documentato nei giorni scorsi dal Moderatore, Ficarra e Picone, Camilleri, Rita Borsellino Sergio Friscia hanno lanciato diversi appelli al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema. Gli stessi artisti hanno partecipato alla raccolta firme che Greenpeace sta promuovendo sia nelle piazze che sul proprio sito.

La pubblicazione dei primi risultati, seppur preliminari, di questa ricerca hanno confermato, anche oltre le previsioni, quanto sia ricca questa regione marina. L’Ufficio stampa di Greenpeace fa sapere che: “In soli due giorni sono state identificate ben 96 specie diverse. Parliamo di dati preliminari, a cui seguiranno ulteriori studi, ma che confermano che si tratta di un fondale con un’altissima biodiversità.”

Fabio Butera

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