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Governo dei ‘saggi’: critiche da Pd e Pdl, Grillo: “Badanti della democrazia”

Onida, Mauro, Violante, Quagliarello. Foto internet

Primi dubbi e bocciature dopo la decisione di Giorgio Napolitano di ‘incaricare’ due gruppi di saggi per mettere a punto un programma di governo. Se a caldo i principali partiti avevano accolto con favore la scelta del presidente della Repubblica, nel giorno di Pasqua arrivano le critiche.

Per il capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta, la scelta di nominare le due commissioni di esperti non risolvera’ i problemi. “Il prolungarsi della crisi politica, apertasi con le dimissioni del governo Monti l’8 dicembre 2012, mette a rischio gli interessi dell’Italia. Le elezioni hanno indicato l’accordo fra Pdl e Pd come unico governo possibile”, si legge in una nota del presidente dei deputati del Pdl. “A questo – aggiunge – non si e’ giunti per esplicito rifiuto di Pierluigi Bersani e per silente acquiescenza del resto del suo partito. Ora il presidente della Repubblica prova a prendere altro tempo, chiedendo a dieci soggetti di indicare un programma e un percorso. Tale iniziativa, credo non cambiera’ i dati del problema. E, del resto, occorre rimediare a un grave guasto costituzionale: il governo in carica per il disbrigo degli affari correnti non ha mai ricevuto la fiducia, in questa legislatura. E’, a tutti gli effetti, un non governo. Era ragionevole tale condizione durasse il tempo necessario per superare la crisi – conclude – non lo e’ che si protragga oltre”.

Dal Pd Dario Franceschini, intervenendo a ‘In mezz’ora’ su Rai3, sottolinea che i due gruppi ristretti indicati da Napolitano “sono una soluzione utile, che puo’ aiutare, ma che non puo’ essere sostitutiva del luogo in cui certe decisioni si devono prendere, ovvero il Parlamento, ne’ mi pare una soluzione risolutiva”. “Napolitano e’ stato un punto fermo in questi anni di bufera – ha premesso l’esponente Pd – ora siamo in un momento che non ha precedenti nella storia del Paese e la scelta di Napolitano e’ stata fatta per tranquillizzare il paese. Il lavoro dei saggi servira’ per vedere se ci sono dei punti su cui le forze politiche si possono avvicinare, ma non e’ che da questa formula nasca un governo”. “Non e’ sostitutivo dei partiti, ma aiuta per vedere se e’ possibile avvicinare i partiti”, ha detto ancora Franceschini aggiungendo che “la decisione e la scelta dei saggi e’ stata del presidente della Repubblica. Il Pd non era stato informato”.

Duro Beppe Grillo che dopo le affermazioni del capogruppo M5S in Senato, Vito Crimi (“Avrei difficolta’ a sedermi a un tavolo con i saggi”) rincara la dose e attacca: “Il Paese non ha bisogno di fantomatici negoziatori o facilitatori del calibro di Violante, il gran maestro dell’inciucio, tanto per citarne uno, che operano come gruppi di saggi, non ha bisogno di ‘badanti della democrazia’, ma di far funzionare meglio il Parlamento e alla svelta”.

Grillo sottolinea che “la Commissione speciale sta esaminando un provvedimento legislativo di carattere economico per sbloccare pagamenti alle aziende per 40 miliardi di euro con il contributo di tutte le forze politiche, tra cui il M5S, come espressione del Parlamento e non, come e’ avvenuto negli ultimi anni, attraverso atti di imperio del governo con ripetuti decreti”.

I due gruppi, spiega uno dei ‘saggi’, Mario Mauro di Scelta Civica, si metteranno al lavoro mertedi’ mattina alle 11. “Non e’ un compito facile, perche’ alle spalle abbiamo una lunga serie di fallimenti, pero’ la difficolta’ del momento, spero, dara’ a tutti un po’ piu’ di buona volonta’”, spiega Mauro. (Agi)

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