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Gli italiani, lo sport e la politica

Foto fonte da: laragazzachescrivevatroppo.blogspot.com
Foto fonte da: laragazzachescrivevatroppo.blogspot.com

(di Carlo Mocera) Gli italiani, lo sport e la politica.

C’è un luogo comune che dipinge gli italiani come un popolo sedentario che si occupa della pancetta solo in previsione della prova costume.

Proverò a dimostrare una tesi contraria.

L’italiano ama lo slalom. Non starà in equilibrio sugli sci ma sa stringere la mano all’aspirante sindaco della Lega, messaggiare su Twitter con il deputato PD in odore di sottosegretariato, annunciare sui social che voterà il candidato della sinistra radicale e fare un segno con la matita sul simbolo del M5S.

L’italiano ama il surfing. Lo dimostra l’abilità di individuare e solcare l’onda lunga di taluni: ho visto un consigliere comunale con il presidente del suo Consiglio Comunale in una foto, pochi giorni fa, che li ritraeva con l’Eurodeputato La Via  in visita a  Bruxelles. Lunedì, visto il successo dei cinque stelle su facebook, inneggiavano al nuovo che avanza. Sottolineando la parola: Onestà. Solo che La Via è con Alfano ed è iscritto al PPE.

L’Italiano ama il salto in alto  tant’è che nessuno come lui è abile a saltare sul carro del vincitore.

Ma il record lo raggiunge con l’equilibrismo sul filo senza rete. Lo vedi, durante le elezioni, tenere nella tasca destra dei fac-simili di un partito, nella sinistra quelli di un altro e mostrare sul cruscotto dell’auto i fac-simili di chi i sondaggi danno vincitore. Se poi gli chiedi di aprire il portafoglio per esibire i tre fac-simili da consegnare a moglie e suocera, ti ricorda che il voto è segreto.

Poi sono maestri di tattiche nei giochi di squadra. Sanno sempre entrare in partita nelle discussioni al bar, in ufficio e sui social. Contestando e denigrando l’avversario utilizzando il dribbling degli ”AHAHAHAH” simulando un sorriso d scherno quando è in difficoltà e riempiendo di “già” l’interlocutore che non ha ancora capito se è un compagno di squadra o un avversario.

Non si allena mai, non scalda i muscoli ma è sempre pronto a sostituire chiunque non se la senta se c’è da accettare una nomina, un incarico gratuito con rimborso spese.

Viaggiare tra i corridoi delle federazioni, prima su tutte la FIGC, è illuminante: pochi ex atleti o allenatori mancati ma tutti con carta di credito della federazione per le”missioni”, i pranzi sociali, e le fatture per quattro coperti anche quando era andato da solo o non è nemmeno uscito di casa.

A domanda rispondono che qualcuno si deve sacrificare per promuovere lo sport tra i giovani.

Che diventeranno come loro, con questi esempi.

 

 

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