Cultura

Giovanni Tizian a Marsala per il Festival di Giornalismo d’inchiesta

Giovanni Tizian

Si chiama “La nostra guerra non è mai finita” (Mondadori), ed è il nuovo libro del giovane cronista sotto scorta Giovanni Tizian, che sarà ospite domenica 5 maggio alle ore 11:30 presso la sala conferenze del Complesso San Pietro a Marsala del festival di giornalismo d’inchiesta “Cose Nostre”. Il Mediterraneo è anche al centro degli interessi della criminalità organizzata, che spesso ha incrociato le proprie mire con altri poteri.

Dagli omicidi Mattei e De Mauro a quelli di Rostagno e Ilaria Alpi, sono tante le pagine oscure nella storia recente di quest’area geografica. Senza dimenticare le più recenti inchieste che hanno svelato le attenzioni di Cosa Nostra nella realizzazione e nel controllo della portualità. Al contempo, la “linea della palma” ha proseguito il suo spostamento verso Nord, in un intreccio sempre più perverso di storie, vicende ed episodi. Nel suo libro, Tizian parla di un viaggio attraverso le capitali italiane della ’ndrangheta. Dalle radici dell’impero alle nuove frontiere settentrionali dell’organizzazione mafiosa più segreta e potente.

Tutto ha inizio a Bovalino, profonda Locride, quando viene ucciso un trentenne di etnia rom. Ha pestato i piedi ai grandi capi della ’ndrangheta locale. Quell’uomo ucciso e sfigurato trascina Giovanni Tizian nel vortice dei ricordi della sua infanzia, fatta di violenza e sopraffazione.
L’incendio della fabbrica del nonno, l’omicidio del padre, funzionario di banca, e i sequestri di persona che segnano quella terra affacciata sul mar Jonio. Episodi crudi, raccontati dall’“interno”. Da quel giovane a cui le cosche hanno ucciso il padre, diventato poi giornalista in Emilia Romagna, la regione dove “emigra” nel ’93 con tutta la sua famiglia. Proprio nella ricca e produttiva Emilia Felix inizia a raccontare il potere dei clan. Bologna, Milano, Roma, Piemonte e Liguria, luoghi in cui la mafia calabrese ha messo radici e ha stretto alleanze con la politica e l’imprenditoria. Tizian scrive, indaga, chiede e la ’ndrangheta gli presenta di nuovo il conto, minacciandolo. Così dal 22 dicembre 2011 è costretto a vivere sotto la protezione dello Stato, perché la sua vita è in pericolo. I clan vogliono sparargli in bocca.

Un incontro, quello di Marsala, dove parteciperanno quattro giornalisti che in questi anni, hanno raccontato in maniera diversa, i disegni e i mutamenti delle organizzazioni criminali: Giuseppe Pipitone (autore del libro “Il caso De Mauro”), Rino Giacalone (collaboratore de “Il Fatto Quotidiano”), Giuseppe Lo Bianco (autore di “Profondo nero” e “L’agenda nera della Seconda Repubblica”) e Giovanni Tizian (giornalista de L’Espresso e autore del libro “La nostra guerra non è mai finita”).

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