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Giovani, Università e Lavoro: la terza puntata di SiciliaHd

Si è svolta ieri, giovedì 24 luglio, nel cortile Abatelli di Palazzo Steri la terza puntata del ciclo di talk SiciliaHD, l’appuntamento televisivo nato in collaborazione con Si.Lab, Laboratorio per lo Sviluppo regionale e locale e l’Università degli Studi di Palermo nell’ambito dell’edizione 2014 Univercittà.

Il tema era Giovani, Università e Lavoro e Francesco Panasci ne ha parlato con il rettore dell’Università degli Studi di Palermo Roberto Lagalla; il Prof. Livan Fratini, Ingegneria Chimica, Gestionale, Informatica, Meccanica; Maurizio Lo Piccolo di Italia Lavoro; Alessandro Balsamo, segreteria particolare Assessorato Formazione Sicilia; in rappresentanza del Senato accademico Mirko Romano – Fare Università; Alessandra Cianciolo – Studenti Universitari.

Francesco Panasci da’ il via alla puntata leggendo la lettera di un giovane trentenne laureato, che parla 5 lingue, che nella sua vita ha fatto tutti i tipi di lavoretti e ha provato tutti i tipi di contratto, ma che ancora non riesce a trovare una stabilità lavorativa. E’ la storia del disagio di un giovane che vive i tempi d’oggi e la crisi che il paese sta attraversando.

Prende la parola il rettore Lagalla che vuole dare un messaggio ai giovani: “Non pensiate che oggi il lavoro ve lo regali qualcuno. Sappiate però che più si è preparati, quindi in possesso di un titolo qualificante, più l’evoluzione della carriera garantisce un sostentamento migliore, però non attraverso i modelli tradizionali. Il modello tradizionale per l’impiego pubblico, per l’impiego fisso o per l’impiego ‘per sempre’ non esiste più, se non in misura marginale. Occorre sapere inventare il lavoro. Per questo abbiamo puntato molto sull’incubatore di impresa, per questo abbiamo puntato molto sui corsi di auto imprenditorialità, per questo abbiamo puntato molto sui corsi con rilascio di doppio titolo di laurea e quindi validi a livello internazionale. Che piaccia o no, ancora per molto tempo, la platea potenziale di occupazione dei nostri giovani non è Palermo o la Sicilia, e nemmeno l’Italia: è l’Europa e il mondo, e il nostro dovere è quello di prepararli ad una sfida internazionale”

In rappresentanza dell’Assessorato alla Formazione Alessandro Balsamo afferma che bisogna “avere il coraggio di scommettere su noi stessi. L’aspirazione e il cambio di mentalità deve essere non puntare al posto di lavoro o al sostegno per l’assunzione, ma puntare a far crescere cultura ed impresa e fare noi stessi gli imprenditori su segmenti che in precedenza qualcuno ha lasciato dove c’è tanto spazio, turismo, innovazione tecnologica, beni culturali, comunicazione … e lì scommettere. E quando hai un’amministrazione pubblica e un’Università che ti sostiene hai più facilità”.

Maurizio Lo Piccolo racconta che, incontrando molti giovani, si accorge che purtroppo “sono per primi i giovani che non si attivano e non si informano. Voglio essere provocatorio. Nella mia esperienza empirica i giovani non si sanno valorizzare: loro dicono ‘mi sono diplomato’, ‘mi sono laureato’, ma alla domanda “Cosa sai fare?” loro rispondono che non avendo esperienza non possono nemmeno compilare il curriculum. Poi dialogando si scopre che non è proprio così. Qui l’università potrebbe aiutare i giovani a sapersi valorizzare appunto, e non a insegnargli come si scrive un curriculum”

Secondo il prof. Fratini “i passi si devono compiere insieme. L’opportunità è ghiottissima, la programmazione è iniziata il 1° gennaio. Evitiamo di perdere i primi due anni come è successo nelle ultime due programmazioni per aspettare il primo bando. L’esortazione è: un bando al giorno, semplice e fruibile.. ma presto”.

Alessandra Cianciolo rivolge un invito a Italia Lavoro chiedendo di “entrare nel mondo dell’università, avvicinarsi agli studenti. Fate capire che il vostro interesse è quello di ricevere gente in gamba, propositiva, che riesca a cambiare l’impresa, valorizzateci di più voi”.

Infine Mirko Romano conclude dicendo che bisogna interrogarsi “sui piani di studi e sul concreto e rendiamo questi percorsi più formativi possibili. Insegniamo ai giovani soprattutto nel campo delle libere professioni a fare. L’esperienza di Italia Lavoro forse è una delle più virtuose nella nostra realtà, quindi continuiamo su questa strada e tentiamo di fare del nostro meglio”.

Clicca qui per vedere la galleria fotografica della terza puntata. 

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