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Giancarlo Cancelleri e il sogno di una Sicilia ‘partecipata’

(Foto da Facebook-Movimento 5 Stelle Palermo)

Niente ‘vaffa’ e niente urla alla Beppe Grillo, il volto dei grillini siciliani è quello placido di Giancarlo Cancelleri, che alle prossime elezioni regionali sfiderà i big dei partiti per la presidenza della Regione.

Il tretasettenne nisseno mi dà appuntamento nell’insolita cornice del Giardino Inglese a Palermo, intorno a noi mamme con bambini e anziani che si godono la tranquillità di un pomeriggio settembrino non più caldo. Ci si dà tranquillamente del ‘tu’ davanti ad un caffè freddo, in un’atmosfera così rassicurante e rilassata che la domanda è scontata: “ma non sei il candidato dell’anti politica?”. Cancelleri sorride e risponde: “se anti politica vuol dire essere alternativi a questa politica, io allora sono espressione dell’anti politica. Ma in verità credo di fare politica, quella vera”.

Il portavoce del Movimento 5 stelle non ha mai fatto politica nei partiti, il suo impegno inizia con il primo V-Day nel 2007 e da allora è una escalation di impegno: attivista nel 2008 per la lista ‘Amici di Beppe Grillo’ a sostegno della candidatura di Sonia Alfano contro Cuffaro e poi nel 2009 l’impegno come candidato al consiglio comunale nella sua Caltanissetta, oggi la corsa per Palazzo d’Orleans.

Cancelleri è un deluso della politica, racconta delle delusioni raccolte dai politici della sua provincia e tiene a marcare la differenza tra i grilli e ‘loro’, la casta: “sia noi che loro siamo prestati alla politica, ma loro ci sono solo per interesse personale”. Già ‘loro’, i politici di professione, aleggiano intorno come fantasmi e campeggiano con i loro faccioni con i 6×3 nelle strade vicine. Chiedo a Cancelleri chi preferisce dei suoi avversari, lui mi blocca subito: “sono tutti uguali, parlano di rivoluzione e cambiamento ma sono tutti espressione di vecchie logiche di potere”. Provo a spezzare l’esorcismo grillino e pavento un’Ars senza maggioranza con i grillini determinanti: “nessun accordo con loro, né prima delle elezioni, né durante, né dopo”, risponde risoluto il grillino, anche se poi chiarisce che “il Movimento 5 Stelle è pronto a sostenere tutto ciò che arriverà di buono in aula. Non ci sono idee con colore politico, ci sono soltanto idee buone e cattive”.

Mentre parliamo le agenzie di stampa ci raccontano di passaggi e capriole da una lista all’altra e il Movimento 5 stelle, che i sondaggi danno in forte ascesa, potrebbe essere una ‘piazza’ appetibile per qualche riciclato. Cancelleri annuisce e conferma: “sì, sembra di essere al calciomercato di Cernobbio. Ci hanno provato anche con noi, ma per fortuna noi le nostre liste le votiamo”. Già, i nomi dei candidati grillini all’Assemblea regionale siciliana si conoscono dal 4 agosto e sono stati tutti votati dalla base in una sorta di primarie tra militanti e simpatizzanti. “Con questo metodo, spiega Cancelleri, abbiamo evitato la presenza di riciclati o elementi non troppo limpidi. Nelle nostre liste non troverete nomi in più, forse qualcuno in meno”. E qui Cancelleri si rattrista un po’ e racconta di una giovane che non è riuscita a candidarsi per l’ostruzionismo del suo datore di lavoro: “farà molto di più che se fosse stata candidata” dice sicuro il candidato presidente.

Mentre parliamo il telefono di Cancelleri squilla insistentemente, è una giornalista di la7 che vuole intervistarlo sulla vicenda Favia. Il grillino siciliano non vuole entrare nella polemica, conosce e stima sia il cosigliere regionale dell’Emilia Romagna Favia che Grillo ed è più portato a credere che qualche giornalista ci stia marciando su: “magari la posizione del M5s contro il finanziamento all’editoria non è andata giù a qualcuno…”. E se la stampa non è sempre benevola con loro, i grillini non si scoraggiano e ripiegano su una campagna low cost su internet . Cancelleri spiega che il movimento così come la campagna sono assolutamente autofinanziati, non spenderanno nulla in ‘santini’ e 6×3, e faranno stampare appena 4.000 manifesti per gli spazi gratuiti assegnati alle forze politiche, al resto ci penserà la rete che per i grillini è “l’arma più forte” ma anche uno straordinario mezzo di partecipazione.

Già la partecipazione, per Cancelleri e i ragazzi del 5 Stelle è la parola d’ordine e immaginano una Sicilia ‘partecipata’ come la Baviera o la Svizzera dove i cittadini sono spesso chiamati a esprimersi sulle scelte dei loro governanti. Per questo tra le loro prime iniziative, se riusciranno a sbarcare a Sala d’Ercole, ci sarà la proposta di introdurre nello Statuto siciliano gli istituti di partecipazione diretta come i referendum e in particolare il Referendum di richiamo permette ai cittadini di raccogliere firme per revocare il mandato di un consigliere comunale o del Sindaco sulla base di una condotta particolarmente pregiudizievole agli interessi della Comunità.

Cancelleri sta per iniziare a illustrarmi alcune parti del programma quando sbucano un gruppo di giovanissimi attivisti e candidati pronti per fare una foto con il candidato presidente da usare in campagna elettorale. Il fotografo è un amico e non si farà pagare per il lavoro, come anche il notaio che in queste ore sta lavorando ai documenti per le candidature. Capisco l’andazzo. Il caffè lo offro io.

Adriano Frinchi

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