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Gesip, flop del sit-in a Palazzo delle Aquile

Sit-in degli operai della Gesip a Palermo (foto di Marco Cirincione)

Manifestazione a sostegno della vicenda Gesip, avanzata da alcune sigle sindacali, tenuta giovedì 23 agosto alle 17 davanti a Palazzo delle Aquile, a Palermo. L’evento, organizzato nel breve giro di poche ore, si è svolto alla presenza di poche decine di lavoratori e qualche rappresentante dei sindacati che hanno stazionato di fronte alla sede del Comune per esprimere la loro contrarietà al rischio di stop ai servizi e agli stipendi a partire dall’1 settembre.

Motivo dell’agitazione è l’ennesimo episodio della travagliatissima vicenda Gesip che ha fatto capolino nelle ultime ore: i fondi stanziati per dare una boccata d’ossigeno per qualche mese ai lavoratori sono già terminati e se non arriveranno nuove risorse Giovanni La Bianca, liquidatore della società, sarà costretto a bloccare le attività dell’ex municipalizzata.I contatti col Governo nazionale per ottenere garanzie non hanno ancora dato frutti, per cui l’Amministrazione comunale si trova a gestire una situazione scomoda sotto la pressione dei sindacati e della rabbia dei 1800 lavoratori che rischiano il posto.

Nonostante la scarsa presenza al sit-in programmato, il picchetto davanti alla sede del Comune ha permesso ad alcuni rappresentanti dei lavoratori e delle sigle sindacali promotrici dell’evento di essere ricevuti per un colloquio con i membri dell’Amministrazione per fare il punto della situazione. Incontro risultato poco fruttuoso come conferma Sandro Cardinale, sindacalista dell’USB: “Siamo delusi. Abbiamo discusso con Totò Orlando, presidente del Consiglio Comunale, ma purtroppo non abbiamo ricevuto alcuna novità in merito alla vicenda. Aspettiamo domani, quando il Consiglio dei Ministri deciderà se inviare i fondi che darebbero nuova linfa alla Gesip. Se non otterremo risposte accettabili, siamo pronti a scendere in piazza per tutelare il diritto al lavoro”.

Qualche critica viene sollevata anche nei confronti delle Istituzioni, colpevoli di essere distanti dalla vicenda: “Altro rammarico – prosegue Cardinale – è vedere che la classe politica sembri disinteressata al problema. Si dice sempre che bisogna cercare la cooperazione con le parti sociali ma è l’Amministrazione ad essere latitante. Siamo tenuti all’oscuro di tutto, addirittura le notizie le apprendiamo dai giornali”. Sul futuro dei lavoratori le idee sono chiare: “La Gesip è un bene comune e tale deve rimanere – afferma il sindacalista – per cui ci opponiamo a qualsiasi forma di privatizzazione della società che comporterebbe licenziamenti e forme di clientelismo. Le 1800 famiglie in ballo non possono rischiare di finire in strada, la tutela dei lavoratori è sacra”.

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Marco Cirincione

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Un Commento

  1. Per quanto tempo ci dovremo trascinare questo fardello? Gesip è un malato terminale a cui va staccata la spina e per cui bisogna ricominciare tutto daccapo.

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