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Genova. Addio a Don Gallo, il “prete di strada”

Chi riconosce l’appartenenza alla famiglia umana, come fa a non aprire le porte? Poi io, come cristiano, come faccio a non essere accogliente? E io ti accolgo come sei, come persona, perché ancora prima di essere maschio, femmina, omosessuale o straniero, uno è persona, cioè un soggetto di autonomia.”

A me non interessa chiedervise siete o non siete credenti,vi chiedo però se siete credibili.È questo che un giorno Diochiederà a ciascuno di noi.”

Io vedo che, quando allargo le braccia, i muri cadono. Accoglienza vuol dire costruire dei ponti e non dei muri.”

Queste sono solo alcune delle tante frasi pronunciate (e destinate a restare nella storia) da Don Andrea Gallo, il “prete di strada” sempre dalla parte degli ultimi, il cui cuore ha cessato di battere ieri pomeriggio alle 17.45 nella sua Comunità di San Benedetto al Porto, Genova. La notizia del decesso è stata data ieri tramite Facebook dalla comunità stessa. La camera ardente resterà aperta oggi e domani nella chiesa della comunità di San Benedetto al Porto. Dovrebbe poi essere il cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, a celebrare il funerale sabato pomeriggio.

Prete “atipico”, amante del sigaro, si è sempre schierato a favore della creazione di un registro per le Unioni Civili, al fianco dei No Tav della Val di Susa; era partigiano nel cuore e nell’indole, tanto che l’8 dicembre 2010 si esibì a fine messa con Gino Paoli cantando “Bella ciao”, canzone con cui scelse da quella volta in poi di chiudere praticamente ogni sua celebrazione, fino alla vigilia della malattia.

”Sogno una Chiesa non separata dagli altri, che non sia sempre pronta a condannare, ma sia solidale, compagna‘: questo il suo ultimo tweet scritto appena due giorni fa in piena lucidità mentale. Numerosi i suoi libri scritti, sempre ricchi di sapienza e saggezza. Ha iniziato nel 1993 e ha concluso proprio quest’anno con “In cammino con Francesco” (chiaro il riferimento al nuovo Papa).

Immediate e commosse le frasi di cordoglio di personalità e gente comune,  a partire dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il quale scrive “Ho appreso con tristezza e rammarico la notizia della scomparsa di Don Andrea Gallo, sacerdote amato per la sua forza spirituale e il suo impegno sui temi della povertà, dell’emarginazione e dell’esclusione sociale”; anche il Presidente della Camera Laura Boldrini: ”La passione con la quale don Gallo ha vissuto la sua vita a fianco degli ultimi ha saputo parlare all’Italia intera, a credenti e non credenti. Cattolico fedele alla Chiesa del Concilio, cittadino fedele alle promesse di uguaglianza della Costituzione, anziano capace come pochi di trascinare i giovani, testimone incessante del valore della solidarietà. Oltre alla tristezza della perdita, sentiamo oggi la gratitudine per averlo avuto tra noi“.

Il sindaco della città di Genova Marco Doria aggiunge delle parole molto sentite ricordando “il suo impegno costante e infaticabile a favore degli ultimi che sempre si traduceva in azioni concrete”. Anche Dacia Maraini piange la scomparsa di Don Gallo; la scrittrice e sceneggiatrice italiana lo aveva incontrato per insignirlo del Premio Elsa Morante nel 2011.

Come detto, Don Andrea Gallo era unsacerdote di “larghe vedute”: per lui le distinzioni di sesso, razza, gusti sessuali non esistevano; credeva appieno che tutti, nessuno escluso, siamo “figli di Dio”. La sua grande forza è sempre stata quella di essere seguito con rispetto e dedizione anche da chi proprio credente non è. La conferma arriva dal portavoce del Gay Center, Fabrizio Marrazzo, secondo cui “Don Gallo è stato esempio di apertura, dialogo e rispetto verso le persone lesbiche, gay e trans di cui ha spesso rivendicato i diritti . La sua scomparsa ci rattrista sapendo che lascia un vuoto che difficilmente potrà essere colmato”.

Anche il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, impegnato oggi nella commemorazione della strage di Capaci avvenuta 21 anni fa, ha voluto ricordare in un comunicato il sacerdote scomparso: “Con Don Gallo scompare un fondamentale un punto di riferimento per quanti hanno vissuto e vivono una dimensione di Fede ed impegno in una Chiesa attenta agli ultimi, agli emarginati, alla tutela dei beni comuni mortificati dall’idolatria del Dio denaro.”

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