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Gennaio 2013: le nuove regole europee contro i cattivi pagatori

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Finalmente, dopo tanti annunci, il Governo ha recepito in Italia la direttiva europea che fissa tempi certi e sanzioni severe per regolare i pagamenti degli Enti pubblici e dei privati. Una svolta contro le pessime abitudini italiane.

Incassare le fatture in 30 o al massimo 60 giorni. Quello che per gli imprenditori italiani fino ad oggi era un sogno diventerà realtà da gennaio 2013.

Il Governo, la scorsa settimana, ha infatti recepito la direttiva europea che stabilisce tempi rapidi per saldare i pagamenti nelle transazioni commerciali tra lo Stato, le imprese e i privati.

Un traguardo storico per Confartigianato che si batte da anni per fare giustizia di un gravissimo malcostume che mette in ginocchio artigiani e piccoli imprenditori, schiacciati dai ritardi di pagamento degli Enti pubblici ma anche delle imprese più grandi.

“Il provvedimento – commenta Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato e di Rete Imprese Italia – arriva a sanare una delle anomalie del nostro Paese: la Pubblica Amministrazione e le aziende di grandi dimensioni, nei confronti della filiera dei contoterzisti e delle imprese più piccole, applicano tempi di pagamento che sono fuori da qualsiasi parametro. E’ un problema enorme. Si rischia di fallire perché lo Stato non ti paga”.

Le novità normative contro i cattivi pagatori sono in un decreto legislativo approvato il primo novembre dal Consiglio dei Ministri e che ora passa all’esame del Parlamento.

I termini sono perentori: per i contratti stipulati dal primo gennaio 2013 le Pubbliche amministrazioni avranno 30 giorni di tempo per pagare i fornitori di prodotti e servizi.

Sono ammesse proroghe a 60 giorni in alcuni casi particolari riguardanti i pagamenti delle Asl e degli ospedali.

Per chi non rispetterà i termini scatterà la “sanzione” degli interessi legali di mora che decorreranno automaticamente dal giorno successivo alla scadenza del termine del pagamento. Gli ‘interessi legali di mora’ si calcoleranno prevedendo una maggiorazione di 8 punti percentuali sul tasso fissato dalla Banca centrale europea: in sostanza si aggireranno intorno alla soglia del 10 per cento.

Nelle transazioni tra privati è invece assicurata maggiore libertà. Ma il termine di 60 giorni si potrà superare soltanto sulla base di un contratto scritto.

Nel recepimento della direttiva manca tuttavia il riferimento esplicito al comparto delle costruzioni e dei lavori pubblici. Un aspetto sul quale Confartigianato ha sollecitato un rapido intervento per adeguare la disciplina degli appalti alle nuove norme sui tempi di pagamento. Un intervento indispensabile per evitare l’esclusione proprio di uno dei settori maggiormente colpiti dai ritardi di pagamento.

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