Cronaca

Fumo da Bellolampo? No è vapore acqueo

Fumo da Bellolampo (foto Internet)

Le colonne di fumo a Bellolampo, dopo l’incendio dei giorni scorsi, continuano a spaventare i cittadini palermitani. Non si tratta però, come si può pensare, di piccoli roghi ancora da spegnere, bensì di vapore acqueo, come ha detto l’assessore comunale Cesare Lapiana, dovuto al processo di raffreddamento tramite l’utilizzo dei canadair.

La nube bianca, che in queste ore primeggia sulla montagna, durerà per altri giorni. Per placare le fiamme sono stati impiegati milioni di litri d’acqua, che, a contatto con i rifiuti, giunti a temperature elevatissime, hanno provocato l’evaporazione.

L’incendio continua a bruciare la spazzatura agglomerata negli anni sotto al suolo. Per arrestarlo occorrono grandi quantità di terra. Intanto gli accertamenti compiuti nell’aria e sul terreno dal nucleo NCBR dei Vigili del Fuoco, hanno scongiurato il pericolo diossina, anche grazie al vento di scirocco che ha diradato i fumi.

Tutto questo ha comportato la chiusura della discarica e di conseguenza il rallentamento della raccolta dell’immondizia, con l’insorgere di montagne di sacchetti intorno ai cassonetti.

La spazzatura raccolta, invece, viene portata nelle discariche del trapanese, del catanese e del gelese. Ieri il sindaco Orlando, sul suo profilo facebook, ha confermato la notizia della fine dell’incendio. Gli abitanti delle zone antistanti Bellolampo si sono fatti subito sentire, lamentandosi dell’aria irrespirabile. Per il Comune l’allarme è cessato ma Wwf e Legambiente vogliono delucidazioni.

Il comandante dei Vigili del Fuoco, Gaetano Vallefuoco, sarà ascoltato in Procura in merito alla tempestività degli interventi. Domenica, infatti, solo dopo alcune ore dall’inizio del rogo sono arrivate le prime squadre di vigili. Anche il prefetto, Umberto Postiglione, ha effettuato un sopralluogo sul posto.

Alessandro Marsala

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