Economia & Lavoro

Fruit Logistica: “Rete comune per affrontare i mercati”

Pavan e Cartabellotta

Ungheria, Francia, Londra: questi i tre mercati che in particolar modo hanno manifestato interesse durante l’edizione 2014 del Fruit Logistica, svoltosi a Berlino dal 5 al 7 febbraio, per il Pomodoro di Pachino Igp, presente anche quest’anno all’appuntamento mondiale dell’ortofrutta.

Numerosi i contatti presi con i buyer del settore, che hanno visitato lo stand del Consorzio per chiedere maggiori spiegazioni rispetto al prodotto, alla sua produzione e alla sua commercializzazione.

“Da qualche tempo oramai abbiamo dei segnali forti da parte del mercato europeo, che ci invita a esportare il nostro prodotto. I mercati raggiunti- spiega il Presidente Sebastiano Fortunato– sono ancora pochi e questo rappresenta un punto di forza, nel senso che le aspettative sono vaste. Occorre però prepararsi in maniera adeguata alle sfide che ci aspettano oltre le Alpi. Il pericolo, infatti, è quello di naufragare per mancanza di una struttura di commercializzazione adeguata e unitaria”.

La preoccupazione è radicata da tempo tra il gruppo dirigente del Consorzio Igp, che però per statuto non può dedicarsi a operazioni di commercializzazione, ma solo di promozione e tutela.

“E’ arrivato il momento di andare oltre- azzarda il Presidente Fortunato-. Mi ritengo molto soddisfatto delle operazioni fatte durante il mio mandato, volte alla tutela, ad una maggiore attenzione nei controlli, e alla promozione su scala nazionale. Adesso però è giunta l’ora per il Pomodoro Igp di diventare ‘grande’ e può farlo solo creando una struttura di commercializzazione esterna ma parallela al Consorzio, che ne potenzi il valore, al momento in balia della forza e dell’oscillazione dei mercati. Credo di potermi ritenere soddisfatto solo se entro il 2014 questa rete commerciale prenderà vita: è l’obiettivo principale da perseguire entro quest’anno. Occorre infatti per affrontare il mercato in maniera adeguata unire le forze e fare massa critica, solo così potremo dettare le nostre condizioni”.

Già allacciati i primi contatti con grandi multinazionali di export per sondare l’interesse a curare la commercializzazione, ma si tratta di percorsi ancora da verificare con la base sociale.

Il superamento degli steccati e l’invito a lavorare in sinergia potrebbero oggi trovare terreno più fertile. Le condizioni sempre più dure di accesso a grandi progetti di export da una parte, e i rischi di non poter onorare gli impegni in termine di quantità da parte dei singoli produttori dall’altra, rappresentano le necessità che spalancherebbero le porte a un’azione comune.

I quantitativi di produzione sono aumentati lo scorso anno– continua il Direttore Salvatore Chiaramida-, ma si tratta pur sempre di percentuali piccole rispetto alla quota di mercato che potremmo conquistare. Nonostante la crisi, infatti, c’è un trend sempre più forte che evidenzia l’interesse delle famiglie verso i prodotti a marchio certificato. Si tratta, infatti, di garanzie in termini di produzione, controllo e salute, valori che non sono contrattabili”.

Il 2014 si apre dunque con scenari interessanti, che da una parte intendono conquistare i mercati esteri, mentre dall’altra vogliono rafforzare la presenza in Italia attraverso delle strategie di promozione innovative. Allo studio una campagna che coinvolga i food blogger nella conoscenza delle varietà di pomodori di Pachino e la partecipazione a Cibus – XVII° Salone Internazionale dell’Alimentazione. Tra i progetti al vaglio anche alcune pubblicazioni di valore e l’affiancamento a un testimonial di carattere nazionale, sulla cui identità, però, c’è ancora il massimo riserbo.

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