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Franco Scaldati: “il Sarto” di Palermo compie 70 anni

Franco Scaldati

Uno dei più noti drammaturghi e attori palermitani domani 13 aprile compie 70 anni. Si tratta di Franco Scaldati: una vita dedicata ad attaccare bottoni e cucire vestiti, al teatro e alla famiglia. Nato in pieno periodo bellico a Montelepre si ritrova proprio a causa della seconda guerra mondiale sfollato con i suoi da Passo di Rigano. Il padre era gestore di due bar che andavano discretamente bene: uno in Corso Camillo Finocchiaro Aprile (allora già Corso Olivuzza) e un altro in via Principe Scordia. Un toccasana di latte, gelati artigianali, brioches e caffè; tutta roba genuina il cui sapore resta intramontabile.

Negli studi non andò oltre la quinta elementare; preferiva lavorare. Così a 12 anni andò da Peppino Ferina, uno dei sarti più rinomati restandoci fino al 1978. Da lì al teatro poi il passo fu breve, in quanto proprio la sartoria dove lavorava si occupava anche di cuciture e imbastiture di costumi per il teatro. I nomi più noti dell’ambiente gira e rigira passavano da lì ed fu allora che esplose la grande passione. Decise di fare un provino nel teatro di Nino Drago, lo passò brillantemente e poco tempo dopo debuttò con lui al Biondo con un testo di Luigi Capuana.

Nacque la carriera del “Sarto” (nome che darà successivamente alla compagnia che creerà negli anni a venire); tanto più che è così che è chiamato nell’ambiente, più del suo nome di battesimo. Tra rappresentazioni di opere del Verga e di Pirandello si arriva ai moti del ’68 in cui la politica travolse di tutto e di più, e il mondo del teatro non restò certo immune. Ma Franco Scaldati andò avanti comunque per la sua strada, incontrando nuova gente che collaborò con lui a lungo (Ninni Truden e Melino Imparato, per fare un paio di nomi). Preparò la sua prima opera in dialetto siciliano ”Attore con la «O» chiusa”, un tipo di lavoro che ottenne una critica più che positiva nonostante era in auge la compagnia de “I Travaglini”, dove si formarono attori come Giorgio Li Bassi e Gigi Burruano.

Grazie alle sue opere che rappresenterà in giro per la Sicilia e non solo, incontra nuova gente che lo accompagna in numerose avventure. Uno di questi è Gaspare Cucinella, un impiegato di poste che lo colpì durante un provino su un pezzo di Pirandello.

Da allora ad oggi sono state circa una cinquantina le opere nate dal suo ingegno; tra le più famose rappresentate anche in tutta Italia: “Manumancusa”, “Il pozzo dei pazzi” e “La gatta di pezza” che si sono valsi numerosi premi, tra cui due Ubu, il riconoscimento più importante a livello di teatro. Segue poi la collaborazione con il Teatro Biondo e la formazione di una famiglia con due figli e un nipotino che porta il suo stesso nome.

Un mondo di auguri caro “Sarto”.

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2 commenti

  1. Averti conosciuto e’ stato un’avvenimento importante, mi sono arrikkito e continuerò a “naufragar… nel tuo mare cia’ ugo fangar

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