Cultura

Gli ‘Appunti di Poesia’ di Francesco Aprile

Foto Copertina

Lo stereotipo del poeta vuole che sia una persona con la barba incolta, i capelli spettinati e con un taglio fuori moda, l’aria sognante e lo sguardo smarrito nel nulla. Poeti dolenti, misantropi, maledetti e gay.

E no miei cari lettori nulla di tutto questo. Francesco Aprile è un ragazzo con giacca, rigorosamente blu, come si conviene ad una presentazione di un testo letterario e un sorriso che non ammette dubbi. Per un attimo pensi di avere sbagliato libreria, o stanza, se non fosse per l’invito, che hai ricevuto attraverso il web, non fosse così chiaro e altrettanto consolidata la tua frequentazione della nota “bottega dei sogni”.

Ma i poeti son fatti così: sempre pronti a stupirti sempre e ovunque. Tutto semplice fin qui, ma quando cominci a sfogliare (non è il termine esatto, le poesie si leggono attentamente) la silloge di Francesco Aprile che porta come titolo Moto ondoso, ti vien voglia di maledire gli anni della scuola, quando il professore ti “costringeva” a studiare e spesso e malvolentieri (da parte mia) a cercare e ricercare, con tanta tantissima malavoglia i paroloni desueti e spesso volutamente aggiunti “ad effetto” da vate di turno.

La scuola è andata vai … da un pezzo e io i poeti, nonostante tutto il male che voglio ai tanti prof. del nulla, li amo e continuerò ad amarli. Perché,come me, guardano la luna, mirano le stelle, ascoltano le onde del mare, la voce del vento, i profumi dei fiori e abbondano in descrizione di albe, aurore, tramonti: soffrono e gioisco per amore. Amano la vita!! Francesco Aprile, non fa eccezione, ma per i giovane poeta, una rosa è una rosa e il silenzio è silenzio , una banconota è una banconota e parole sono un batter di ciglia ed eterni testimoni del nostro vivere… per l’eternità.
SCRIVO SUI MURI
Ed eppure non mi trovi/anche quando in te mi perdo/Sì, sto bene, amore mio/Solo un senso, sai, di nulla.
02 02
Nella calma/anche un respiro/può esser fastidio. Nel rumore/ anche uno sguardo/può pesare troppo./Nevica a Milano/è come averti addosso.

Francesco Aprile è nato a Ragusa nel 1977. Vive e lavora a Milano. Da anni si dedica alla scrittura e alla poesia e, in qualità di autore e opinionista, è ospitato in alcuni programmi televisivi. Numerosi i suoi componimenti sono stati inclusi in prestigiose antologie. Ha pubblicato “Voce del verbo amare” (Ed. il nodo, 2010) e “Un attimo di cielo” (Aletti, 2011).

Recensione di Pietro Ciccarelli

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