Economia & Lavoro

Fotovoltaico in Sicilia, dall’Europa 24 milioni di euro

Fotovoltaico, foto internet

Duecentoquaranta megawatt all’anno per rifornire di energia abitazioni e industrie. Questo sarà il risultato dell’impianto fotovoltaico finanziato dai fondi regionali europei con 24 milioni di euro e previsto nei dintorni di Catania, progettato dall’unione di Enel Green Power Spa, Sharp Corporation (la multinazionale giapponese leader nei prodotti elettronici) e STMicroelectronics NV (società italo-francese con sede in Svizzera, esempio per la sostenibilità ambientale).

L’approvazione del progetto e l’erogazione dei 24 milioni è sicuramente un’ottima notizia per la Sicilia, che vede premiato un grande sforzo e ha la possibilità, nei prossimi anni, di alimentare un settore in crescita al quale l’Unione Europea tiene molto e verso cui l’Italia ha degli obblighi da rispettare, come ricordato anche da Johannes Hahn, commissario per la politica regionale.

La tecnologia utilizzata da questo impianto sfrutterà le celle multigiunzione con film di silicio sottile, ovvero celle ad altissima efficienza (fino al 41%), sovrapposte in più strati, utilizzate addirittura per i pannelli fotovoltaici dei satelliti spaziali, tanto per capirne l’importanza. Una struttura d’avanguardia, dunque, che si stima creerà immediatamente 243 posti di lavoro e 151 nei prossimi anni, andando a risolvere in una parte sostanziale anche le problematiche legate alla disoccupazione.

Questo progetto è inserito in un’operazione più ampia che ha messo nel mirino lo sviluppo di impianti per le energie alternative anche in Campania, Calabria e Puglia con un investimento totale pari a 537 milioni di euro. Facendo così, non solo l’Italia si mette al pari rispetto ai maggiori Paesi europei, ma supporta l’attività di aziende e industrie, piccole e grandi, permettendo loro di risparmiare sui consumi e investire tali risparmi nel rilancio delle proprie attività produttive.

Questa iniezione di ossigeno sotto forma di fondi arriva a pochi giorni da un blitz dei Carabinieri di Trapani che il 7 dicembre scorso hanno ammanettato il noto imprenditore di Salemi, Salvatore Angelo, proprietario della Salemitana Calcestruzzi, Santo Sacco (consigliere provinciale di Trapani, Pdl), Salvatore Pizzo (consigliere comunale di Terrasini, Palermo), Gaspare Casciolo, Paolo Rabito e Gioacchino Villa.

Le indagini hanno appurato che Angelo favoriva l’ingresso di Cosa Nostra in tutti i cantieri per la realizzazione di impianti fotovoltaici et similia, pilotando l’assegnazione dei lavori e minacciando pesantemente la concorrenza. L’imprenditore, tra l’altro, vantava un’amicizia stretta con il super-latitante Mattia Messina Denaro, ricercato dal 1993. La speranza, oggi, è che l’Unione Europea e la Regione Siciliana del neo presidente Crocetta vigilino attentamente sulla destinazione di questi soldi e sul loro effettivo utilizzo. Questa non è un’occasione che la Sicilia può gettare al vento senza conseguenze.

 Valerio Valeri

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