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Formazione Sicilia: giovedì nuovo sit in dei lavoratori

“Migliaia di lavoratori della Formazione professionale in Sicilia rischiano di vedere precarizzata la loro vita da un governo distratto e disattento verso la disperazione in cui sono precipitati di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie”.

Così Vito Cudia Segretario Generale Cisl Scuola Sicilia e Giovanni Migliore della Segreteria regionale della Cisl Scuola con delega alla Formazione commentano l’esito dell’ultimo incontro avvenuto in assessorato sul futuro dei lavoratori del settore, e chiedono l’intervento del governo nazionale “ con questo scenario di preoccupazione, di tensione sociale e di confusione nelle soluzioni proposte dal governo si rischia di fare implodere l’intero sistema con gravissime ripescussioni per tutti. Per questo chiediamo il coinvolgimento anche del governo nazionale per affrontare congiuntamente questa delicata fase per l’intero settore”.

Intanto giovedì 12 settembre alle 11,30 davanti a Palazzo d’Orleans, in concomitanza con l’incontro sugli Sportelli multifunzionali convocato per le 12, si terrà un nuovo sit in dei lavoratori del settore organizzato da Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola.

“Facciamo appello all’assessore Scilabra a lavorare per il futuro dei lavoratori degli enti ai quali è stato revocato l’accreditamento con una proposta chiara e fattibile dal punto di vista giuridico ed amministrativo, senza la quale si rischia di mantenere solo dubbi, incertezze e tanta confusione in quanti operano all’interno del settore”.

Cudia e Migliore aggiungono “ci preoccupa registrare un percorso contraddittorio da parte del Governo che ha portato, dapprima ad un accordo sindacale per l’avvio della seconda annualità dell’Avviso 20, per poi, improvvisamente stoppare tutto senza fornire rassicurazioni su un progetto chiaro e preciso sul tema delle tutele sociali dei lavoratori. Da anni riteniamo che bisogna porre fine a quella stagione che ha procurato alla Formazione Professionale in Sicilia solo guai e danni e che non ha valorizzato gli investimenti, gli operatori e i fruitori del servizio; al governo chiediamo di costruire assieme una riforma senza incorrere nel terreno di improvvisazione ed approssimazione, indicando la costruzione di un nuovo sistema che non precarizzi la vita sociale dei lavoratori”.

I due segretari concludono “La Cisl ha solo interesse di evitare che i lavoratori non paghino gravemente colpe non loro”.

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