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Formazione Professionale: l’accreditamento torna al 2006. Crocetta e le cose di Sicilia

Sì, accade solo in Sicilia, un governo che smonta il vecchio per creare il nuovo poiché il vecchio è sporco e corrotto ma soprattutto fatto da predecessori, per poi ritornare comunque al vecchio! Insomma cose di Sicilia!  

Parliamo di Accreditamento degli Enti di Formazione Professionale. Torna il vecchio poiché con sentenza del T.A.R. n. 312/2015 le disposizioni inerenti l’accreditamento 2013 sono state annullate per vizi formali. Non certo minchiate! Ricorso messo in atto da diversi Enti che non sono rimasti a “passiarsi la scimmia” anzi, si sono associati (cosa che mai) per presentare il ricorso che oggi li ha visti vincere.

Un’altra “timpulata” a Crocetta &  Comapany.

Quindi si ritorna all’accreditamento 2006. Uno esagerato spreco di tempo e risorse con tantissime conferenze stampa (a tignitè) proprio per non produrre nulla. Coma mai s’era visto. Certo Crocetta ad oggi tante ne ha fatte per nulla fare. Una sorta di Don Chisciotte? No! Forse più Fracchia? Nemmeno! Più simile a Cetto la Qualunque con il suo “N’to culo ai Maya”? Assolutamente Si, ma con un diverso finale. Crocetta “n’to culo a Formazione”.

Ma torniamo all’accreditamento. Ad oggi, ci sono voci di corridoio dell’Assessorato, che bisbigliano di  “una nuova procedura o disposizione” sull’accreditamento ed è proprio questo che ci sta trasmettendo ansia e forti preoccupazioni.

E allora, caro Saruzzo, torna sui tuoi passi. Occupati di qualcosa che sai fare. Il presidente della Regione Sicilia non è un mestiere per tutti. Fattene una ragione. Pensa ad un altro anno gestito in questo modo e siamo sicuri che oltrepasseremo quella tanto odiata e malefica peste che nell’antichità colpi la nostra terra e che solo allora Santa Rosalia riuscì a salvare.

Oggi dimmi tu con questa crisi a quale Santo dovremmo appellarci?

Francesco Panasci

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Francesco Panasci

Giornalista ed Editore ma anche musicista e produttore.

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10 commenti

  1. Il Rais prima di dare il consenso all’inizio della mattanza aspetta che il numero dei tonni imprigionati sia sufficiente per avere un buon pescato.

    Come per la mattanza dei tonni, hanno aspettato che diventassimo 8000 dipendenti nella formazione professionale, per aprire la camera della morte, e incominciare a massacrarci.

    Il Rais Crocetta, dichiara di voler salvare ogni singolo posto di lavoro, ma in sostanza, anche con atti censurati dal Tar, facilità il licenziamento di tutti gli operatori.

    La commissione speciale, che ancora non parte, dovrebbe stabilire se siamo diventati 8000 per responsabilità di noi dipendenti, e quindi giustamente dobbiamo pagare le conseguenze, o le gravi responsabilità sono da attribuire a politici degli anni passati corrotti&corruttori a sindacalisti complici e ad organi di controllo compiacenti, che non controllando hanno agito contro la nostra salvaguardia.

    Cosa è successo nella Formazione Professionale lo sanno anche i bambini delle scuole primarie, non servirebbe una commissione speciale.

    Serve che i politici di tutti i partiti si comportino da uomini e non facciano pagare ai lavoratori che hanno la sola colpa di guadagnarsi uno stipendio per portare avanti la propria famiglia, colpe di potenti impuniti e impunibili.

  2. tolleranza zero contro tutti i corrotti, truffatori, ladri ma anche per deficienti, incompetenti, dilettanti e folli. Tolleranza zero

  3. C’è solo una soluzione: la dittatura militare. I partiti di destra e sinistra ci sguazzano alla grande. Uno schifo davvero. Fucilazione e tutto si risolve con le buone. Scusate ma sono realmente schifiato

    1. Segretario non dica sciocchezze, Lei non idea di cosa è la dittatura. Noi ci lamentiamo tutti ma la verità è che stiamo bene. La Sicilia è una terra di lagnusi e di gente che parla parla ma poi è ben organizzata. Tanti sono quelli che lavorano in nero e non pagano le tasse. Poi si beccano pure la social card, le indennità di povero, di famiglia disagiata e per finire il buono casa…ma chi se fotte di Crocetta e di quello che fa. A tutti va bene così.

  4. il Sig. Michele è una persona preparata e sicuramente conosce bene lo Statuto Italiano e tanti art. Che lo compongono. Ma ci chiediamo quanta gente sa di questa opportunità, si proprio opportunità per mandare a casa Crocetta e compagnia bella grazie al nostro statuto. Poi mi chiedo come funziona? Chi può chiedere l’attuazione dell’art. 126 nei confronti del Presidente della Regione? Può procedere un semplice cittadino? Io onestamente non saprei da dove iniziare. Sera

    1. Secondo me gli statuti esistono perché devono esistere, ma non vengono mai adottati se non per casi stupidì. Vogliamo parlare dello statuto siciliano. La nostra è una delle pochissime regioni a stato speciale del paese e non viene attuato per nulla. Ci sono poteri tanto forti che il nostro governatore poco può fare. Se poi ci mettiamo pure il suo essere non altezza. Il conto si paga doppio.

  5. Gentile Michele, dovremmo scendere tutti a reclamare il diritto di non essere distrutti da un pazzo criminale come questo signore. Una ne pensa e cento ne sbaglia. Tutti errori che pagheremo a lacrime e sangue. lei ha ragione bisognerebbe invocare l’art. 126 della Costituzione e sperare che tutto vadi per il meglio. Siamo nelle mani del Signor Nessuno!

  6. PERCHE’ NON INVOCARE IL PRIMO COMMA DELL’ART. 126 DELLA COSTITUZIONE?

    Articolo 126
    Con decreto motivato del Presidente della Repubblica sono disposti lo scioglimento del Consiglio regionale e la rimozione del Presidente della Giunta che abbiano compiuto atti contrari alla Costituzione o gravi violazioni di legge. Lo scioglimento e la rimozione possono altresì essere disposti per ragioni di sicurezza nazionale. Il decreto è adottato sentita una Commissione di deputati e senatori costituita, per le questioni regionali, nei modi stabiliti con legge della Repubblica.

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