Cronaca

‘Fondo Luparello’: una risorsa da salvare

Foto di Francesca Del Grosso

Questa mattina – venerdì 7 settembre – la Sala Gialla di Palazzo dei Normanni, ha ospitato le associazioni, Italia Nostra, ANISA, Amici del Musei, Ass. Dimore Storiche, Salvare Palermo, Fai, WWF Palermo, Lagambiente Palermo, per presentare le 6800 firme raccolte tra i cittadini palermitani in nome della tutela e della conservazione dell’area di ‘Fondo Luparello’. Alla conferenza era atteso anche il Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, on. Francesco Cascio, che per impegni di natura istituzionale, non ha potuto prendervi parte.

Per chi non lo conoscesse, il ‘Fondo Luparello’ è un’area di notevole bellezza dal punto di vista paesaggistico che si estende tra Baida ed il corso Calatafimi alto, un parco agrario dell’estensione di circa 60 ettari e sede attuale dell’Istituto Zootecnico, la cui proprietà è stata trasferita, nell’autunno del 2010, dallo Stato alla Regione Siciliana.
L’intera area rischia di essere assediata da nuove colate di cemento per l’edificazione del Centro Direzionale regionale e per la realizzazione connessa di una nuova viabilità, ovvero una tangenziale interna ed un relativo svincolo, a seguito della sottoscrizione di un protocollo d’intesa, in data 31 agosto 2011, tra la Giunta Lombardo, la Provincia , il Comune di Palermo e l’ Anas e del successivo Decreto Regionale del 1 marzo 2012.

Lo scopo principale delle associazioni, è quello di aprire un dialogo con le istituzioni. Presenti alla conferenza, il presidente della V circoscrizione di Palermo, Fabio Teresi, ed il consigliere Alberto Mangano, i quali sono intervenuti sull’argomento garantendo il loro impegno.
Durante il corso della conferenza si sono susseguiti i diversi interventi da parte degli esponenti delle associazioni, che ritengono di vitale importanza per la collettività, che le autorità regionali ritrattino sulla destinazione del Fondo a Centro Direzionale, e che la Soprintendenza ai bb.cc.aa., dichiari un vincolo di inedificabilità dell’area, in quanto rappresenta uno tra i superstiti polmoni verdi della città scampato al Sacco di Palermo degli anni ’50,’60, ’70.

Di grande rilievo sono stati gli interventi del presidente dell’associazione Italia Nostra, Piero Longo, il quale ha spiegato l’importanza di cambiare il nostro modello di civiltà, ed il nostro approccio al territorio, e dell’alternativa di destinare il Fondo Luparello a terreno agrigolo, e sottolineando come sia importante conservare il buon senso in un piano regolatore.
Poi la proposta da parte del presidente del forum delle associazioni Nino Vicari che ha fatto notare l’abbandono di numerosi edifici storici restaurati e che si prestano per l’utilizzo di sedi istituzionali, ma che non si bene per quale motivo non vengano presi in considerazione.
Alla luce di quanto detto rimane disatteso l’interrogativo: ”quando il progresso diviene regresso?”.

Francesca Del Grosso

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