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Follia Shakhtar, non restituisce palla agli avversari e fa gol

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Foto internet

La notte in cui lo Shakhtar Donetsk conquista l’accesso agli ottavi di Champions League è macchiata da un gesto anti-fair play che fa molto discutere e che ha provocato furiose polemiche.

La partita in questione è Nordsjælland-Shakhtar, penultima giornata del girone di qualificazione per l’accesso alle fasi finali del torneo. Al ’26 del primo tempo i danesi padroni di casa conducono per 1-0 quando accade l’impensabile: l’arbitro sospende momentaneamente la gara per uno scontro di gioco giudicato pericoloso in mezzo al campo. Come di consueto, le squadre si accordano sulla ripresa del gioco con la palla che verrà restituita dallo Shakhtar agli avversari.

Il brasiliano Willian, centrocampista della formazione ucraina, raccoglie il pallone scodellato dall’arbitro e lancia lungo per consegnare la sfera ad Hansen, portiere del Nordsjælland. Tutti gli uomini in campo rimangono fermi eccetto Luiz Adriano, attaccante dello Shakhtar, che sembra non aver capito bene la situazione: scatta sul lancio del compagno, aggancia la palla e a tu per tu con l’incredulo Hansen, e incurante delle proteste in campo e dagli spalti, non ha difficoltà a insaccare a porta vuota.

Immediate le proteste e l’accerchiamento di Luiz Adriano che sembra cadere dalle nuvole. L’arbitro può fare ben poco, se non sedare gli animi, poiché a norma di regolamento l’azione è perfettamente regolare.

Anche sulla panchina dello Shakhtar ci sono volti impietriti e pertanto, in barba alle direttive della Uefa contraria ai gol “facilitati”, sarebbe arrivato l’ordine di lasciar segnare gli avversari. Ma la “restituzione” non avviene subito: passano alcuni minuti prima che una difesa ucraina “sospettosamente” immobile consenta al Nordsjælland di ritrovare il vantaggio.

Al termine dell’incontro, vinto poi meritatamente dallo Shakhtar per 5-2, l’allenatore degli ucraini Mircea Lucescu (vecchia conoscenza del calcio italiano) ha spiegato l’accaduto: “Mi dispiace per tutto quello che è successo. Adriano mi ha detto: ‘Mister, è stato l’istinto, mi è arrivata la palla e sono andato a fare gol’. Comunque abbiamo deciso di far segnare il Nordsjælland e solo dopo il 2-1 abbiamo ripreso a giocare a calcio”.

Durissima invece la reazione del tecnico dei danesi Kasper Hjulmand a fine partita: “Non so se quelli dello Shakhtar sono banditi, ma alcuni di loro, giocatori e allenatori, sono senza morale. Nel mio mondo un comportamento così antisportivo come quello di Luiz Adriano andava punito con un cartellino rosso”.

L’episodio ricorda da vicino quanto successo in un famoso Atalanta-Milan di Coppa Italia del 24 gennaio ’90. Dopo un infortunio di gioco il Milan avrebbe dovuto restituire palla agli avversari, invece Massaro si involò in area subendo fallo da rigore. Sul dischetto Baresi tramutò in gol invece di calciare fuori. È il gol dell’1-1 che, siglato all’89, spedisce i rossoneri in semifinale. Anche allora polemiche e tensioni a non finire.
Con buona pace dei vari proclami sul fair play.

Marco Cirincione

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