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Fiscal cliff, crisi Usa 2013: nuova recessione?

Barack Obama, foto internet

L’economia mondiale è con il fiato sospeso, se ne parla da giorni, i leader del Senato americano, a porte chiuse, a Capitol Hill, cercano un compromesso dell’ ultimo minuto al fine di evitare il  tanto discusso fiscal cliff, ovvero il baratro fiscale.  Ma cos’è il fiscal cliff?  Letteralmente significa, rupe, scogliera fiscale.

In breve, gli Stati Uniti, così come la maggior parte degli stati, è fortemente indebitato con banche e fondi di investimento ed esiste un tetto limite di debito pubblico che per legge non si può superare, a costo di mandare lo stato in default, ovvero in fallimento.

Il prossimo martedì, allo scadere  degli incentivi fiscali introdotti durante l’era Bush e poi prorogati dallo stesso Obama, incomberà una seria minaccia di una seconda e più grave recessione per gli Stati Americani, con tutte le conseguenze che si ripercuoteranno sull’economia europea, e quindi sul nostro paese.

E’ previsto un sostanzioso aumento delle tasse  e dolorosi tagli alla spesa pubblica, circa 2000 dollari di tasse in più all’anno, che graveranno  principalmente sulla classe media.

I tagli e le imposte fiscali previsti dal fiscal cliff comporterebbero la riduzione del PIL degli USA di circa il 5% con un conseguente brusco aumento della disoccupazione americana e altrettanto forte riduzione dei consumi.

Il presidente americano, Barack Obana ha ultimato  che se entro 48 ore  non si arriverà ad un accordo bipartisan tra  democratici e repubblicani, scatterà una patrimoniale che colpirà le classi più abbienti. “Non possiamo permettere che la politica di Washington ostacoli il progresso dell’America”.

Obama,  si schiera dalla parte della classe media e nel messaggio consueto del sabato fa sapere di rimane fermo sulla sua posizione: “I ricchi devono pagare un pò di più perchè questa è la cosa giusta da fare per la nostra economia”.

A riguardo si è espresso anche il Tesoriere Wayne Swan che ha esortato i leader politici americani a sottoscrivere  un accordo di lunga durata al fine di evitare gli aumenti fiscali e tagli alla spesa per il bene dell’economia mondiale.

In queste ore, al congresso,  si lavora a ritmi serrati per trovare una soluzione.

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