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Filippine, oltre cinquecento le vittime del tifone

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Cinquecento morti e trecentottanta  dispersi: questo il tragico bilancio del tifone Bopha che in questi giorni sta mettendo in ginocchio  il sud delle Filippine.

L’isola di Mindanao ha registrato vittime in quasi tutte le regioni, per la maggior parte nell’area orientale. Nella sola provincia di Compostela Valley sono centottantaquattro i morti. “Credo che i numeri siano destinati a crescere, visto che ci sono molti dispersi”, dichiara il Ministro della Difesa Benito Ramos. “Le linee telefoniche  non funzionano e – continua – strade e ponti sono interamente distrutti”. Le piogge sono iniziate martedì, causando smottamenti di notevole entità.

Le Filippine, essendo un paese tropicale, non sono nuove a eventi di questo genere. In questo anno, però, il tifone Bopha è stato il più potente. Si calcola che gli sfollati sono circa duecentocinquantamila. “Sono stato inghiottito dalla corrente, ho gridato aiuto, ma nessuno mi ha aiutato” dice un sopravvissuto. “La mia casa sarà sicuramente distrutta e i miei familiari saranno morti”.

Oltre al disastro umano e ambientale, il tifone ha causato perdite anche all’economia. Secondo le prime stime circa un quarto delle piantagioni della banane sarebbe stato distrutto. Un grave danno per uno Stato come le Filippine, terzo esportatore nel mondo.

Intanto, al vertice sul clima della Nazione Unite a Doha, la questione viene presa in considerazione. “Per favore, fate di Doha il luogo di cui ci si ricorderà perché abbiamo trovato la volontà politica di avanzare nelle decisioni’, dice il capodelegazione filippino Naderev Sano.  Basta ritardi, basta scuse – conclude – lancio un appello al tutto il mondo, ai capi di tutto il mondo: aprite gli occhi e guardate in faccia la realtà”.

Matteo Melani

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