Politica

Figuccia si scusa per le accuse contro il Consiglio Comunale di Palermo

Angelo Figuccia

Il capogruppo del Partito dei Siciliani MPA Angelo Figuccia rettifica la denuncia fatta giorno 22 ottobre contro l’ufficio di presidenza del Consiglio Comunale di Palermo. La verifica delle accuse è quindi avvenuta dopo l’accusa stessa.

Figuccia subito dopo aver denunciato il Consiglio di sperperare soldi pubblici in politiche clientelari si dispiace e rende noto che il Consiglio Comunale non ha alcuna competenza in materia ammettendo quindi, il 23 ottobre, di essersi sbagliato.

Una procedura d’accusa un po’ insolita, in cui tempi e modi vengono quindi capovolti, prima punta il dito e poi verifica. Vista la carica coperta dal soggetto accusatore e il luogo scelto per rendere pubblici i suoi dubbi, le accuse hanno acquisito un certo valore rispetto alle solite lamentele che si ascoltano in un bar con amici. Non sono passate infatti inosservate.

Il capogruppo aveva affermato due giorni fa a Sala delle Lapidi: “Nelle scorse settimane, con decine di delibere dirigenziali, l’ufficio di presidenza dell’Assemblea di Sala della Lapidi ha concesso numerosi benefit, a carico delle casse comunali, a favore di fantomatiche associazioni, confraternite e club, senza alcuna trasparenza di cifre o nomi”.

Le incriminazioni erano gravi, infatti vari consiglieri comunali venivano accusati, fino a un giorno prima, di viaggiare a spese del Comune in occasioni istituzionali in giro per l’Italia e per l’Europa che non risultavano in alcun atto ufficiale pubblicato sul sito del comune. E portava avanti anche delle coraggiose ipotesi: “A questo punto, sorge legittimo il sospetto che tutte queste operazioni siano finalizzate ad ottenere consenso sia attraverso le ditte fornitrici, non tutte scelte con appalto pubblico ma attraverso trattative private, e nello stesso tempo finanziando ogni qualsiasi iniziativa di associazioni ed enti vari semisconosciuti”.

Nel comunicato di giorno 23 il capogruppo ha invece rettificato dicendo: “Guardando le carte relative alle norme vigenti, ho avuto l’opportunità di verificare che l’ufficio di presidenza del Consiglio Comunale non ha alcuna competenza su queste materie e prendo atto che mi sono sbagliato e me ne dispiace ulteriormente”.

Ornella Caiolo

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