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Fico: “Chi controlla Ray way assume un pezzo di potere nel Paese”

Ieri a in Mezz’ora il presidente della Commissione di vigilanza della Rai, Roberto Fico, ha paventato che dietro l’operazione Ray way possa esserci un accordo segreto fra il premier Renzi e Berlusconi per fa durare il Governo fino al 2018 

“Ma lei è contrario all’acquisto delle antenne di Ray way come cittadino o come componente del Movimento 5 stelle?”

Con questa domanda dal tono un po’ provocatorio Lucia Annunziata sonda, nel corso della trasmissione in Mezz’ora su Rai Tre, l’opinione del presidente della Commissione vigilanza Rai, Roberto Fico, sulla scalata da parte di Mediaset su Ray way, la società che gestisce le antenne della tv di Stato.

“In questo caso lo dico da deputato del M5S e da cittadino che ha sempre pagato il canone Rai, con il quale si sono costruite in 50 anni queste torri che sono patrimonio pubblico e non privato. Queste infrastrutture di Ray way sono capillari e diffuse in tutto il territorio nazionale e di recente sono state interessate anche da soldi pubblici nella ristrutturazione per una connessione sia in fibra ottica sia satellitare”.

E’ la risposta di Fico, che prosegue argomentando il nicht dei Cinque stelle all’opa dell’azienda dell’ex Cavaliere, che mercoledì notte ha lanciato un’offerta pubblica di acquisto e scambio, cosiddetta opas, di 1,22 miliardi attraverso la sua società delle torri tv, Ei Towers, allo scopo di realizzare un polo unico nazionale.

“C’è una cosa importante che va detta e che bisogna sapere- ha detto Fico-. Su queste torri passa oltre al segnale televisivo, anche quello dei telefonini e delle telecomunicazioni”. Sono 2.340 i siti sparsi per il territorio che diffondono il segnale radiotelevisivo, ma da queste antenne passano pure tutte le intercettazioni ambientali e le chiamate di emergenza delle forze dell’ordine. Un aspetto, questo, che ha messo in allarme il presidente della Vigilanza Rai.

“Il settore delle telecomunicazioni è tra quelli più in espansione al mondo e ci rendiamo conto che chi prende questo comparto, questo asset strategico del Paese, assume un pezzo di potere in Italia. Ed è qui che si gioca tutta la partita”.

E che pezzo! Quindi, il grillino accusa il premier Matteo Renzi di aver tagliato “chirurgicamente 150 milioni di fondi alla Rai per finanziare il suo decreto (quello degli 80 euro in busta paga,ndr) e poi da il via all’operazione di Ray way sul mercato, dando così la possibilità al privato di controllare la società […]. Dietro l’offerta pubblica di acquisto lanciata dal gruppo Mediaset per Rai Way – secondo Fico – ci potrebbe essere un accordo tra Renzi e Berlusconi. Per il deputato M5S dietro potrebbe esserci “una tregua governativa fino al 2018”.

La contropartita che il presidente del Consiglio può ricavare dalla vendita di Rai Way a Mediaset, sostiene il deputato M5S, “potrebbe essere una tregua per far arrivare il governo al 2018”. Fico ha ricordato inoltre che “non è mai arrivata sul mio tavolo la querela” promessa da Silvio Berlusconi a suo tempo proprio per aver lanciato l’accusa di un legame fra il patto del Nazareno e la spinta del governo alla privatizzazione di Rai Way. E ha aggiunto: “noi non sappiamo cosa si sono detti queste persone nei vari incontri che ci sono stati”.

Nella chiacchierata con l’Annunziata, Fico annuncia la riforma della Rai targata 5 Stelle: “Martedì presentiamo la nostra riforma che prevede consiglieri selezionati in base a criteri di “indipendenza, onorabilità e merito. Saranno indipendenti, senza essere in Parlamento o nel governo da almeno 7 anni. Tutti incensurati […] e finalmente ci sarà il merito: bisognerà aver fatto un lavoro specifico”.

Inoltre, prosegue, “è prevista l’abolizione della Commissione di vigilanza” e i consiglieri saranno scelti tramite una gara a evidenza pubblica di curricula”. E nel frattempo, la Rai oggi dovrà chiarire alla Consob quali siano i paletti sul controllo pubblico nell’azionariato di Ray way. Pare, che l’offerta di Mediaset, che di Ei Towers possiede il 40 per cento, sia destinata ad essere bocciata, dal momento che è condizionata ad ottenere il 66,7% di capitale, ha bisogno che Rai conferisca almeno parte del suo 65% di Ray way rimasto dopo la quotazione dello scorso novembre. Ma il presidente del Consiglio ha detto che lo Stato non intende modificare la regola del 51% in Ray way.

Insomma, la partita resta tutta aperta ed i cittadini continuano a pagare un canone per un servizio che non si sa se rimarrà pubblico .

Marina Pupella

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