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Festival di Morgana: una scommessa in salsa balinese

Un momento della conferenza stampa (foto di Francesca Del Grosso)

Questa mattina – alle ore 12- presso la Galleria d’Arte Moderna “Sant’ Anna”, a Palermo, è stata presentata la XXXVII edizione del Festival di Morgana, che dal 18 al 28 ottobre, rinnoverà l’appuntamento con la cultura, il teatro e la danza orientale.

L’intero programma del Festival sarà inaugurato da una mostra dal titolo “Ombre di luce” e vedrà l’esposizione di circa 200 ombre, risalenti alla seconda metà del ‘900, che venivano utilizzate per la realizzazioni delle rappresentazioni dei teatri di figura. Un caleidoscopio da cui poter scorgere ombre e luci di paesi lontani. Si susseguiranno una serie di spettacoli inerenti il teatro e la danza balinese, tra cui quello dedicato alla danzatrice italiana, Cristina Wistari Formaggia, scomparsa nel 2008, che trascorse 30 anni della sua vita a Bali apprendend

o l’arte del Topeng e del Gammbuth. Seguirà anche uno spettacolo dedicato al teatro disegnato diretto da Gek Tessaro, che narrerà le gesta del cavaliere errante Don Chisciotte.

Un festival internazionale, presentato in prima persona dall’assessore alla cultura, Francesco Giambrone, che lo ha definito come una delle “realtà d’eccellenza” che da anni rinnova il panorama artistico della città. L’assessore ha riconosciuto l’importanza del supporto, che la pubblica amministrazione dovrebbe garantire, ad esempio provvedendo a fornire una sede pubblica, affinché manifestazioni di questo tipo possano continuare ad esistere.
Alla conferenza non potevano mancare il direttore e coordinatore del Festival Rosario Perricone e Marianne Viback, presidente dell’associazione per la conservazione delle tradizioni popolari del museo Antonio Pasqualino, attivo da ormai 37 anni, che ospiterà il Festival.

Di contro, quello del Festival di Morgana è stato un evento non privo di difficoltà di organizzazione e di realizzazione. Perricone non si risparmia nel dichiarare di aver organizzato tutto sulla base di una scommessa contro se stesso, e che il sottotitolo del Festival è “Resistere”.
Da quanto appreso emerge quanto sia difficile poter operare e mandare avanti una macchina artistica che seppur funzionante, deve fare i conti con un’amministrazione assente ed una burocrazia troppo artificiosa.

Francesca Del Grosso

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