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Fenomeno Ruzzle, il web impazzisce per lo Scarabeo 2.0

Foto internet

C’era una volta Scarabeo. Ci si riuniva in casa di amici o parenti, tutti attorno a un tavolo, con il tabellone e il sacchetto con le tessere plastificate in cui erano impresse le lettere e i piccoli numeri neri. Si giocava, ci si scambiavano idee, pensieri, opinioni, si stava in compagnia giocando con le parole. Ma questo accadeva anni fa.

Adesso c’è Ruzzle.  Ruzzle è un gioco per dispositivi iOS e Android (Iphone, Ipad e Smartphone di varia natura) che occupa da alcune settimane il primo posto della classifica delle app (gratuite) più scaricate, sia in Italia che in diversi paesi del mondo, si parla circa 11 milioni di giocatori in 128 paesi.

Il gioco funziona come lo Scarabeo, si gioca in due, ognuno sfruttando la connessione internet del proprio smartphone o tablet. Ogni partita è composta da tre round della durata di due minuti ciascuno.

Ci sono 16 lettere da utilizzare, le stesse sono disposte su 4 colonne da 4 righe. Lo scopo è quello di formare il maggior numero di parole di senso compiuto, nel minor tempo possibile, due minuti appunto, l’unica regola è che sono vietati i nomi di città e i nomi propri, poi omnia licet: aggettivi, pronomi, persino articoli. Chi ottiene il punteggio più alto, dato dalla somma delle tre “manche”, vince.

Il gioco ha tutte le carte in regola per diventare, come appunto sta succedendo, un tormentone. La possibilità di sfidare amici, di giocare in maniera differita e, soprattutto, di sfidare gli amici di facebook o twitter, fregiandosi delle vittorie direttamente nella pagina personale del social network, fanno si che vi siano gli ingredienti  per diventarne “schiavi”.

Stranizza come l’applicazione, già presente negli store da nove mesi, e quasi destinata all’oblio fino a novembre, stia esponenzialmente crescendo da dicembre sino a oggi. Come ha raccontato Roger Skagerwall (uno dei creatori del gioco) alla rivista Upstart: “Non abbiamo idea di come sia accaduto. Dai nostri dati abbiamo notato che l’8 dicembre si è formato un gruppo di giocatori molto assidui a Collins, una piccola città della Lousiana. Immaginiamo che un gruppo di ragazzi abbia iniziato a sfidarsi, innescando poi il passaparola. Da allora la Ruzzle mania si è diffusa in tutto il globo”.

Sul web si sprecano i consigli per i giocatori incalliti: “Non giocate in ambienti rumorosi che non vi permettano di concentrarvi” oppure “Puntate sulle parole corte nei primi due round e su quelle lunghe nel terzo”. E poi il più importante: “Utilizzate le lettere bonus che moltiplicano il punteggio, ovvero quelle contornate di blu, verde, arancione o rosso”.

Ci sono pure applicazioni che aiutano i meno abili, o i meno disposti a perdere, barando.  Un sito chiamato “Ruzzle cheater” permette di ricreare le griglie di lettere su una pagina web che, dopo pochi secondi, evidenzierà le parole a disposizione senza il minimo sforzo per il giocatore.

Come si suol dire: “Ti piace vincere facile?”

Fabio Butera

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