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Femen, che fine ha fatto Amina?

Amina

La madre di Amina, la ragazza che si è pubblicizzata in topless su Facebook, ha dichiarato che la figlia è scomparsa da alcuni giorni. Dove si è rifugiata? Non si sa. Amina è un’attivista delle Femen, un movimento nato in Ucraina e che si batte “per un ruolo da protagonista della donna”, e la stessa, in Tunisia, con quella foto ha voluto protestare contro il degrado della donna.

Le Femen manifestano il loro disagio ponendosi a seno nudo. Inna Shevchenko ha intervistato Amina che ha raccontato di essere stata picchiata e che ha dovuto leggere il corano con un imam; che la sua famiglia le ha imposto i principi dell’islam. Chi credere? E’ evidente che la “primavera araba”, l’ondata di rinnovamento nelle piazze, si è conclusa nell’integralismo puro: vale a dire, che la legge coranica ha finito col prevalere sui principi della democrazia. In questa situazione le donne in Tunisia, non hanno la libertà che avrebbero dovuto avere; che non possono vestirsi come le occidentali; che non gestiscono la propria vita. Dura condizione.

Inna Shevchenko è una delle attiviste più determinate delle Femen, è una che non si pone limiti e la sua giovane età, avvalora questo suo modo di essere. Questo femminismo da terzo millennio, non è proponibile perché offende quello sacrificato degli anni settanta. In passato, la donna doveva conquistare un ruolo nella società, oggi, le Femen si esibiscono calpestando la dignità delle donne. E se si bruciava il reggiseno era perché essere donna, era un sinonimo di essere niente, ora a seno nudo, si cancella il significato di essere donna “emancipata”, è un ribaltamento del termine “donna”.

Camus, scriveva che “l’ignoto è una sfida per l’uomo, il quale deve decidere di accettarla…” e per noi donne, questo femminismo deviato, può essere una sfida?. No, ci rende più vulnerabili.

Rosa Mannetta

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