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Fabrizio Corona, epopea tra difese e accuse in tv

Fabrizio Corona (foto internet)

Fabrizio Corona: è lui il re del gossip del 2013. Nelle ultime settimane non si fa altro che parlare di lui, prima della sentenza, poi della fuga e, infine, della consegna spontanea alle autorità portoghesi.

Da cattivo ragazzo, divo bello e maledetto, amato e odiato al contempo dal pubblico, Fabrizio Corona si è trasformato in un eroe dei giorni nostri, osannato e incitato dal popolo del web, protagonista di una rocambolesca fuga e poi vittima di un sistema giudiziario confuso.

Adesso il re dei paparazzi teme più di ogni altra cosa il carcere italiano, nel quale dovrà scontare una pena pari a 7 anni, 10 mesi e 17 giorni. Corona ha, infatti, peggiorato la sua già tragica situazione: ai cinque anni per estorsione aggravata e trattamento dei dati personali ai danni del calciatore Trezeguet si sono aggiunti oltre due anni di reclusione per altre pene. Il fotografo si è giocato il beneficio dell’affidamento in prova ai servizi sociali, beneficio previsto per due anni, poi revocato in seguito alla fuga.

Giornalisti e pubblico si dividono sull’argomento Corona: è da considerarsi esemplare la pena che dovrà scontare Fabrizio Corona? Oppure può ritenersi eccessivo il cumulo delle pene e la perdita di ogni beneficio per una colpa del genere?

A prendere le difese del noto paparazzo è la madre Gabriella Corona, la quale ha pubblicamente lanciato un appello al Presidente Giorgio Napolitano. Ospite a Verissimo, la donna ha definito “ingiusta e paradossale” la sentenza del tribunale e “dettata probabilmente da un giudizio di tipo morale che i magistrati hanno voluto dare al figlio”. Non c’è dubbio: per la madre e per gran parte del popolo del web Fabrizio è vittima di un sistema giudiziario che non funziona. Inoltre, la madre di Corona ha più volte precisato che l’allontanamento di Fabrizio da Milano non è stata una fuga dalla giustizia, ma un colpo di testa alla luce di un’inaspettata sentenza.

E se da una parte c’è chi, come la famiglia, è pronto a difendere Corona, dall’altra ci sono la stampa e i giornalisti, più volte entrati nel merito del giudizio dato in tribunale. Ultimo è l’attacco di Massimo Giletti a “L’arena”, il quale ha tentato di scuotere gli animi sulla faccenda Corona, evidenziando come “ci sia un colpevole e un condannato, uno che ha distrutto una famiglia”. Un giudizio chiaramente riferito allo scandalo che ha colpito la famiglia Trezeguet, dopo le foto scattate da Corona al calciatore e alla sua amante. In questo caso verrebbe proprio da chiedersi, senza voler prendere le parti di nessuno: data per giusta la condanna per estorsione a Corona, siamo proprio sicuri che in questa vicenda sia lui a dover pagare in veste di ‘sfasciafamiglie’? Dopotutto, a rovinar la propria famiglia ci aveva già pensato qualcun altro…

Rosaria Cucinella

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2 commenti

  1. Ma questo cretino di calciatore perche ha tradito la moglie? che colpa aveva Corona ? ha fatto bene a farli la foto a quel calciatore di merda che metteva le corna alla povera moglie .

  2. Può darsi che Trezeguet abbia le sue colpe, ma erano affari suoi, e credo tutti vorrebbero che gli “affari propri” venissero rispettati, Corona compreso, specie quando non si infrange la legge, e fino a prova contraria l’adulterio non è ancora perseguibile penalmente. Quando invece si infrange la legge si è giudicati e puniti, e l’estorsione a scopo di ricatto rientra nella categoria dei crimini se non sbaglio.
    Forse Trezeguet l’avrebbe salvata la famiglia con quella scappatella, che ne sappiamo, mica è il primo a cui succede, ma certo non avrebbe potuto farlo dopo quello che gli è successo.
    Corona è stato condannato dopo i tre gradi di giudizio. Succederà la stessa cosa agli stupratori, a Schettino, ai ladri della politica e a quanti vengono presi erroneamente come esempi di ingiustizia per difendere il loro amico oggi dietro le sbarre.
    Spero solo che a Corona l’esperienza serva a maturare e a capire che è uno come gli altri, e che quando si sbaglia si paga, specie quando si insiste a sbagliare pensandosi “Er mejo der bigoncio” come dicono a Roma. Solo che l’immagine che se ne ha è solo quella di un tamarro presuntuoso e non di uno intelligente e che sa il fatto suo, come lui crede di essere. Ci riflettesse.

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