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Ex Pip, critiche dal segretario della Cisl Fp Palermo Trapani

“Li piazzo lì perché non so dove metterli”. E’ questa, secondo Nicolò Scaglione, segretario aziendale per il Comune di Palermo della Cisl Fp Palermo Trapani, la soluzione che il governo Crocetta intende adottare per i 370 ex Pip pagati dalla Regione e che al momento non sono utilizzati.

“Il governo Crocetta – aggiunge Scaglione- non pensi di scaricare sul Comune di Palermo il problema e i costi dei lavoratori Pip. La soluzione che sembra essere stata adottata ad oggi dall’esecutivo oltre ad essere offensiva per la dignità altrui, rischia di danneggiare l’equilibrio economico delle casse comunali”.

La critica è rivolta a Crocetta e all’ assessore regionale al Lavoro, Ester Bonafede che, il 17 marzo scorso, replicando a distanza al sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, aveva tuonato: “Non dimentichiamo che i Pip sono stati generati dallo stesso comune di Palermo, quindi tornano nell’ambiente che li ha creati. Oltretutto la città di Palermo ha molto bisogno dell’apporto dei Pip”. Una polemica infuocata, quella fra Comune e Regione, su cui interviene a muso duro il segretario della Cisl Fp, che non esita a prestare il fianco ad Orlando.

“Non comprendiamo come si possano trasferire questi lavoratori al Comune di Palermo senza una preventiva intesa con l’amministrazione cittadina – prosegue- e in assenza di una ricognizione delle professionalità esistenti negli uffici comunali. Temiamo che la volontà manifestata dell’assessorato di dirottarli al Comune di Palermo, celi l’intento di trasferire i costi di questo personale nelle casse cittadine. Ricordiamo al governo regionale che l’ eventuale allocazione delle somme destinate ai pagamenti di questi lavoratori nel bilancio comunale, alzerebbe la spesa del personale su spesa corrente, vanificando il percorso intrapreso di contenimento e razionalizzazione dei conti del Comune di Palermo”.

Secondo Scaglione, quindi, l’assenza di chiarezza e di certezza nel percorso seguito fino ad ora dal governo regionale sulla gestione dei lavoratori Pip lascia un quesito in sospeso: “chi si farebbe carico – domanda Scaglione – di questo personale, qualora le misure, fino ad adesso garantite dalla Regione siciliana, cessassero?”. E in effetti, sulla mancanza di chiarezza e di dialogo fra i due enti è intervenuto pure Orlando, il quale si dice disposto “a farsi carico di questo personale, troveremo un lavoro da affidargli, ma è assurdo- da qui la polemica- che non ne fossimo al corrente. Manca qualsiasi forma di comunicazione da parte dell’amministrazione regionale”.

Il presidente dell’Anci Sicilia non nasconde il suo disappunto contro una Regione che definisce “avulsa dalla realtà”, e parla nuovamente di commissariamento della giunta Crocetta: “La mia richiesta di commissariamento della Regione, avanzata settimane fa, non è isolata. Significa che appare sempre più evidente la condizione di assoluto dissesto di questa Regione, che vive in un perenne stato di precarietà istituzionale e politica”.

Ilmoderatore ha chiesto una replica all’assessore regionale al Lavoro, Ester Bonafede, che però non ha risposto. Non intendiamo fare i Don Chisciotte di Crocetta e del suo governo, ma è un dato di fatto che questi lavoratori facciano parte del progetto “Emergenza Palermo” riservato a ex detenuti e soggetti svantaggiati, creato in seno al Comune di Palermo, quindi non da “mamma” Regione. E’ pure vero che questo bacino qualche anno fa fu assunto dalla Social Trinacria Onlus, in convenzione con la Regione all’epoca del governo di Raffaele Lombardo per svolgere lavori di pulizia e facchinaggio nelle scuole e negli ospedali. E Crocetta ha solo ereditato una patata molto bollente.

Marina Pupella

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Un Commento

  1. Il lavoro arriva con la competitivita’ del made in Italy, cioe’ dei lavoratori e degl’imprenditori, senza stressarli ne’ tartassarli, per fronteggiare l’invasione di made in Cina, made altrove, ed amministrando la res publica con la diligenza del buon pater familias per non costringere le imprese italiane ad emigrare all’estero e per metterle in condizione di affrontar le sfide mdell’euro e sopratutto della globalizzazione. Armando Pupella

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