Scuola & Università

Evola: “Riqualificazione dello Zen e sostegno alla scuola Falcone”

Barbara Evola (foto di Marco Cirincione)

Adottare politiche sostenibili mirate a riqualificare il quartiere Zen, a partire dalle iniziative predisposte a sostegno dell’operato della scuola ΄Giovanni Falcone΄, oggetto di continui atti di teppismo. Che lo spazio scolastico sia anche lo spazio del quartiere, dunque, aperto ai residenti: da un lato si responsabilizzano gli abitanti per ciò che riguarda la tutela dei beni, d’altra si coinvolge la cittadinanza a vivere appieno le strutture dell’area, rinsaldando il legame col territorio e costruendosi un’identità strettamente connessa alle dinamiche sociali presenti nel quartiere”.

Con queste parole Barbara Evola, assessore comunale alla Scuola, ha introdotto la presentazione della manifestazione ΄Piantala!΄, organizzata in collaborazione l’associazione ΄Vivi Sano Onlus΄, che vedrà lunedì 3 dicembre i bambini e i genitori del quartiere Zen, presso la scuola Falcone, aderire alla giornata ΄Un albero nel cuore’.

Per l’occasione, dopo l’intervento dei docenti sui temi della tutela ambientale e della legalità, verranno piantati duecento tra alberi, arbusti e piante. La scuola verrà inoltre rifornita da nuove attrezzature per la palestra, donate da Valeria Grasso di ΄Donne Impresa di Confartigianato Palermo΄, e da nuove inferriate donate dall’imprenditrice Daniela Prestigiacomo.

L’incontro è anche occasione di discussione sulle continue sfide e sulle mille difficoltà che gli operatori scolastici affrontano quotidianamente. A tal proposito è significativo l’intervento di Domenico Di Fatta, preside dell’istituto Falcone: “Da sei anni mi lamento per la situazione in cui siamo costretti a lavorare. Adesso per fortuna – dichiara – sentiamo l’Amministrazione più vicina, anche se ancora con tempi piuttosto lenti. Anche il Ministero ha fatto la sua parte donando alla scuola computer e garantendo l’installazione del sistema di video-sorveglianza. È stata anche avanzata la proposta – prosegue Di Fatta – di innalzare la recinzione dell’istituto portandola a circa tre metri d’altezza. Confesso la mia perplessità di educatore nel vedere crescere questi elementi di isolamento piuttosto che favorire quelli aggregativi. Forse una soluzione sarebbe quella di realizzare un’eventuale ΄muro΄fatto interamente di alberi”.

A conclusione, il preside indica la strada da seguire nel percorso di rivalutazione del quartiere e della cittadinanza: “Il processo di valorizzazione e di rinascita del quartiere deve partire dal quartiere stesso. Noi operatori possiamo aiutare questo processo ma è necessario che sia qualcosa che nasca da dentro. La scuola in questo senso è uno strumento indispensabile di socializzazione e crescita”.

Marco Cirincione

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