Sport

Europa League, continua la maledizione Benfica. Chelsea vince nel finale

Ieri sera è calato il sipario sulla competizione calcistica dell’Europa League con la finale tra Benfica e Chelsea disputata nella cornice del magnifico stadio olandese dell’Amsterdam Arena (stadio dell’Ajax). Risultato finale 2-1 per i Blues che, con questa vittoria, entrano nella storia diventando la quarta squadra dopo Ajax, Bayern e Juventus ad aver vinto Coppa dei Campioni/Champions League, Coppa UEFA/Europa League e Coppa delle Coppe.

Il Benfica? Entra anch’esso suo malgrado nella storia, ma in negativo: quella di ieri è la settima finale europea consecutiva persa e si fa sempre più strada la credenza della cosiddetta“maledizione Guttman”. Costui è stato l’allenatore dei lusitani negli anni ’60 e in particolare ha vinto due coppe europee consecutive nel 1961 e 1962 ma, nonostante ciò è stato poi esonerato dalla società.

Preso dal malcontento e dalla delusione del trattamento riservatogli, prima di lasciare, ha lanciato una sorta di anatema pronunciando le seguenti parole: “Non vincerete più una finale per altri 100 anni“. E così è stato. La squadra portoghese ha perso cinque finali di Coppa Campioni contro Milan (1962-1963 e 1989-1990), Inter (1964-1965), Manchester United (1967-1968) e PSV Eindhoven (1987-1988) e due finali di Coppa Uefa/Europa League contro Anderlecht (1982-1983) e Chelsea appunto ieri sera.

La cronaca della partita.

Come capita spesso durante una finale, essendo gara secca, l’adrenalina è a 1000, ma il gioco non si presenta di bellezza trascendentale, anche se il primo quarto d’ora è di marca Benfica, che costringe un Chelsea apparso confuso nella propria metà campo, ma manca la lucidità sotto porta, con il portiere dei Blues Cech che non si deve sporcare i guantoni nonostante i pericoli vengano soprattutto dalle fasce. La seconda parte del primo tempo è senza infamia e senza gloria con il Chelsea che prova timidamente a mettere la testa fuori dal guscio, partorendo però solamente al 37’ minuto un tiro a effetto del capitano Lampard deviato con un intervento plastico in corner dal portiere Artur.

Il primo tempo si conclude a reti inviolate; nella ripresa il Chelsea, forse sgridato a dovere da Benitez, alza un po’ di più il baricentro del gioco, ma è sempre il Benfica ad avere più occasioni non sfruttate quasi per paura di prendersi la responsabilità di tirare in porta. Solo il bomber Oscar Cardozo prende sulle spalle la squadra e sigla di testa un gran gol, annullato però per un fuorigioco millimetrico ma segnalato correttamente. Oltre al danno la beffa: pochi minuti dopo, al 60’addirittura da un rinvio con le mani di Cech, la palla arriva con due passaggi al “Niño” Torres che si libera di fisico di Luisao, dribbla Artur e insacca nella porta sguarnita. Chelsea immeritatamente in vantaggio. Il Benfica, dopo un momento di sbandamento si riporta all’attacco e al 68’ pareggia su calcio di rigore concesso dall’arbitro per fallo di mano di Azpilicueta. Sul dischetto, manco a dirlo, si presenta Cardozo: palla da una parte e Cech dall’altra: 1-1.

La partita prosegue e la maggiore esperienza del Chelsea inizia a farsi valere; il Benfica lotta ma, nonostante i cambi, continua ad avere paura di tirare in porta. All’82’Lampard (partita sontuosa) scaglia dai 30 metri un tiro favoloso che va a stamparsi sulla traversa. Si arriva quindi al 90’; sono tre i minuti di recupero concessi e un po’ tutti si rassegnano all’arrivo dei supplementari, ma al 92’ accade l’incredibile: calcio d’angolo per i Blues, batteMata con il mancino e il difensore Ivanovic vola di testa disegnando una parabola fantastica che prende in controtempo l’incolpevole Artur e insacca sotto l’incrocio dei pali. Inglesi in visibilio e lusitani distrutti. Sanno che non c’è più tempo per recuperare e si trovano davanti un film già visto: sabato scorso infatti, durante la penultima giornata di campionato, hanno perso la sfida cruciale contro il Porto, sempre per 2-1 e sempre subendo un gol al 92’, gol che probabilmente costerà la vittoria del campionato stesso.

Conclusione: Rafa Benitez, che lascerà la squadra a fine stagione a favore di José Mourinho in festa e l’allenatore del Benfica Jorge Jesus che dovrà far forza alla sua squadra per la doppia delusione in pochissimi giorni.

E che il Benfica provi a pensare che la “maledizione Guttman” è al giro di boa. Sui 100 anni predetti ne sono passati appena 51.

Tags
Moltra altro

Articoli Correlati

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.