Cultura

Emma Dante per il Palermo Pride con “Gli alti e bassi di Biancaneve”

Un Pride dedicato al tema dell’Educazione all’Affettività non poteva che chiudersi con una “Favola per bambini e adulti” di Emma Dante. “Gli alti e bassi di Biancaneve” è l’evento di chiusura del Palermo Pride 2014 e segna per il quinto anno consecutivo la partecipazione della straordinaria regista ed autrice palermitana al nostro Pride.

Emma è vicina alla nostra manifestazione sin dalla nascita nel 2010; ed anche quest’anno, come allora, ci offre non solo un suo spettacolo ma anche la sua casa: Biancaneve sarà infatti la protagonista di un‘unica replica, alle ore 19.00 di domenica 29 giugno, alla Vicaria.

L’ingresso è ad inviti su prenotazione e con contributo per l’autofinanziamento del Pride. Gli inviti sono in distribuzione al “Pride in piazza”, a piazza Verdi presso il gazebo del Coordinamento Pride e, il 29 giugno presso la Vicaria fino ad esaurimento dei posti.

“Gli Alti E Bassi Di Biancaneve”: testo e regia di Emma Dante. Con: Italia Carroccio, Davide Celona, Daniela Macaluso. Luci: Gabriele Gugliara. Foto & Grafica: Carmine Maringola. Produzione: Sud Costa Occidentale. Distribuzione: Daniela Gusmano. Si ringrazia per la collaborazione: Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani.

Note di regia di Emma Dante: “C’è l’alto che si fa basso e il basso che si fa alto nel mondo di Biancaneve. Al contrario di Alice nel paese delle meraviglia che cresce e rimpicciolisce continuamente, Biancaneve vede alzarsi ed abbassarsi il mondo intorno a lei circondato da creature buone e cattive che l’aiutano a diventare grande. Biancaneve fa esperienza, nello stesso tempo, della vigilia e dell’indomani, del più e del meno, del troppo e del non abbastanza, della causa e dell’effetto.

Viene punita dalla matrigna prima di essere colpevole, ancora bambina inconsapevole viene accusata di vanità e fuggendo nel bosco scopre nella statura dei nani e nelle sproporzioni delle cose i veri valori della vita. I nani le insegnano ad abbassare lo sguardo e ad essere umile mentre la regina madre le insinua nell’anima il pericolo di uno sguardo diritto verso l’esaltazione del proprio io. C’è uno specchio che riflette tutto, sogni e paure, azioni malvagie e fughe verso la libertà. La regina madre interroga lo specchio, Biancaneve il suo cuore. L’invidia tormenta la regina al punto che desidera uccidere la rivale e divorarle il cuore. E’ una favola crudele dove i mostri si avvicinano ai bambini spinti dalla necessità di guidarli verso il percorso della conoscenza. I nani sono piccoli minatori dalle pance gonfie che parlano un siciliano medievale. Durante un’esplosione in miniera tutti e sette hanno perso le gambe. La matrigna che offre a Biancaneve il frutto proibito per incantesimo si trasforma in una vecchia magra e altissima. Tutto è sproporzionato come all’inizio sono le cose che vedono i bambini. I loro occhi, sgombri da forme convenzionali, vedono grande e spaziosa una stanza dove da tempo noi ci sentiamo prigionieri.”

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