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Emergenza sicurezza a Palermo: “Nessuna giustificazione alla negligenza. Servono controlli”

luisalacollaInseguimenti, furti in casa, spari, coltelli: la sicurezza a Palermo è sempre più assente. E’ una situazione che si sta aggravando a dismisura per colpa di una politica cittadina assolutamente sbagliata”. Lo sostiene con fermezza il consigliere comunale del Pd, Luisa La Colla, in merito all’escalation di piccoli e grandi reati che si stanno susseguendo nelle ultime settimane in città.

“Troppi negozi stanno chiudendo, desertificando intere aree sia del centro che della periferia. Di conseguenza, un numero sempre maggiore di persone perde il lavoro, con tutti i contraccolpi che sono ormai all’ordine del giorno”.

La Colla punta poi il dito sull’assenza di attenzione nei confronti del quartiere San Filippo Neri. “Da parte dell’Amministrazione – commenta – non si è più sentito parlare dello Zen, che è sempre più abbandonato a se stesso, decadente e vera fucina di piccola delinquenza”. Per il consigliere servirebbero dunque “più controlli ma anche maggiore cura e attenzione nei confronti dei bisogni del sociale”.

“È assodato – continua – che se si vive in abitazioni adeguate, è certamente minore la possibilità che che ci creino situazioni di disagio. I maggiori casi di terrorismo si riscontrano in coloro che provengono dalle banlieu, dai sobborghi, dalle città nelle città. Questa formula deve però sparire”.

Tra le soluzioni prospettate da La Colla, quella di mettere in atto un piano a sostegno dell’artigianato. “Riapriamo – dice – le botteghe del centro storico, ritorniamo nelle periferie dimenticate da questa amministrazione, alcune delle quali, con l’avvento del tram, sono state tagliate fuori restando addirittura senza autobus. Creiamo orti, cerchiamo di responsabilizzare gli abitanti ridando loro dignità. Invece di pensare alle telecamere per le ZTL, si pensi a posizionarle nei punti critici, per tenere sotto controllo la situazione, mettendo anche in campo una task force di polizia, vigili e carabinieri”.

“Se è vero che esistono numerose associazioni che cercano con i pochi mezzi a disposizione di lavorare in questi territori – continua – queste non sono bastevoli per cercare un riscatto morale e sociale. Ciò infatti non potrà mai avvenire senza un’azione forte dell’amministrazione cittadina. Non è bello sentir dire che, essendo una grande città, tutto ciò è normale. Non siamo New York, non siamo neppure Roma. Non ci sono giustificazioni alle mancate azioni, alla negligenza, all’incuria. Serve – conclude – sicurezza, e questa passa da un riscatto reale delle periferie e non di facciata e di soli slogan”.

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