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Elezioni in Sicilia: come e quando si vota

Scheda elettorale (foto internet)

La data tanto attesa dai politici si avvicina: in Sicilia domenica prossima si vota per eleggere il Presidente della regione e rinnovare l’Assemblea.

Si voterà soltanto nella giornata di domenica 28 e i seggi saranno aperti dalle 8.00 alle 22.00

A tal proposito è utile ricordare che nella notte tra sabato e domenica torna l’ora solare ed è necessario spostare le lancette dell’orologio indietro di un’ora.
Per votare bisogna essere dotati della tessera elettorale e di un documento di riconoscimento. Quest’ultimo può essere anche scaduto, ma deve essere provvisto di fotografia.

Per chi avesse smarrito la propria tessera elettorale o non l’avesse ricevuta ricordiamo che gli uffici elettorali di tutti i comuni della regione rimarranno aperti durante l’intero fine settimana, compresa la giornata di domenica.

L’elettore sarà chiamato a esprimere in un’unica scheda di colore giallo due voti, uno per l’assemblea (liste provinciali) e uno per la presidenza (liste regionali). Ogni sezione della scheda dedicata a una coalizione è divisa in due parti: a sinistra troviamo i simboli delle liste e lo spazio libero per il voto di preferenza dei candidati consiglieri; a destra il candidato alla presidenza della regione collegato alle liste

Per votare per una delle liste provinciali si deve tracciare un segno sul contrassegno corrispondente alla lista prescelta e si può esprimere una preferenza scrivendo il nominativo di uno dei candidati compresi nella lista stessa. Per votare per il Presidente bisogna tracciare un segno sul simbolo prescelto o sul nome del candidato o su entrambi.

È consentito il voto disgiunto, pertanto, è possibile votare il candidato presidente di una coalizione e lista (e il candidato consigliere) di un’altra coalizione. Se l’elettore omette di votare per il presidente ed esprime validamente il suo voto soltanto per una lista provinciale, il voto si intende espresso anche a favore della lista regionale collegata.

I candidati alla presidenza sono dieci di cui 4 sostenuti da coalizioni di partiti, mentre i rimanenti sono appoggiati da una sola lista.

Valentina D’Anna

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2 commenti

  1. 26 ottobre 2012 – COMUNICATO STAMPA n. 69
    Appuntamento nell’urna
    “Chi ci ha seguito è per sua natura libero, sicché non ha alcun bisogno d’essere lasciato libero nell’andare a votare. Lo è di già. LeAli alla Sicilia, del resto, non ha i vizi antichi della peggiore politica, a cominciare dal considerare gli elettori al pari di un gregge, quindi da tenere unito fino all’ovile di destinazione. Detto questo, però, resta la domanda che ciascuno di noi pone a sé stesso: che fare, davanti all’urna elettorale?”
    “Abbiamo, fin qui, pubblicato 69 comunicati tematici. In diversi interventi abbiamo invitato le altre forze politiche e i singoli candidati a prendere impegni precisi. Circa il fallimento della regione abbiamo sia denunciato il fatto, sia prospettato delle soluzioni, sia sollecitato i candidati a fare un accordo preventivo, nel senso della trasparenza e dell’emergenza. Nessuna di queste idee ha trovato la benché minima sponda. Il buio programmatico, ma anche mentale, è rimasto pesto. Quindi nessuno ci ha offerto la possibilità di dire: la lista tale s’è dimostrata maggiormente capace delle altre, nel comprendere il nostro sforzo di pensare e disegnare il futuro della Sicilia. Questa valutazione, dunque, dovranno farla i cittadini, gli elettori e gli amici che ci hanno seguito con simpatia”.
    “Ciascuno la faccia e si regoli di conseguenza. Certo, è difficile supporre che chi ha condiviso il programma e i 69 comunicati possa votare per la complicissima trinità. E’ difficile immaginare che chi la pensa come noi si soddisfi nella mera protesta. E una lunga cultura democratica ci allontana dall’idea che sia vincente disertare le urne. C’è anche la possibilità di andare a votare e rifiutarsi di farlo, mettendo a verbale che l’offerta sulla scheda è troppo povera. Insomma, il giudizio, ora, non è più nelle mani delle forze politiche, ma degli elettori. Per noi una cosa è chiara: la nostra battaglia è stata una tappa, la prima, di un lavoro che sarà lungo, che non molliamo, e con il quale non cesseremo d’essere presenti nel dialogo con tutti gli interessati ad un futuro migliore”.

    1. Generalmente i comunicati stampa si inviano per posta ed è la redazione a decidere se pubblicarli o meno. Curiosa e forse poco idonea la scelta di pubblicarlo come commento a un articolo molto letto.

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