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Elezioni Regionali, Saverio Cipriano: “L’Idv non può non stare con Sel”

L’intervistato Saverio Cipriano

Mancano poco più di due mesi alle elezioni regionali, poco più di uno al termine di scadenza per la presentazione delle liste. Uno dei primi nomi della lista presentata da Claudio Fava, candidato di Sinistra Ecologia e Libertà, dovrebbe essere, a meno di clamorose sorprese, quello di Saverio Cipriano, dirigente provinciale e regionale e tra i fondatori del partito in Sicilia. Tra i promotori del movimento universitario ‘La Pantera‘, si laurea in scienze politiche. Sindacalista della C.G.I.L. nella funzione pubblica, di cui è dirigente provinciale e regionale, si è occupato da sempre della difesa dei diritti dei lavoratori.

In base a quali esperienze ha deciso di candidarsi e cosa l’ha spinto a farlo al fianco di Claudio Fava?

“Il mio percorso politico inizia nel lontano ’82, quando avevo quindici anni, vidi uccidere sotto i miei occhi delle persone, nel mio paese natale, Casteldaccia. Insieme ad alcuni ragazzi abbiamo deciso di iniziare a fare qualcosa creando un’associazione, che si chiamava Mondo Nuovo, costituendo un comitato popolare contro la mafia. Nel giro di poco tempo organizzammo la prima marcia contro la mafia, da Bagheria a Casteldaccia. Avendo acquisito soggettività sociale iniziai a maturare una coscienza politica, sentendo il bisogno di essere parte di qualcosa, di prendere posizione e difenderlo strenuamente. Entrai a far parte dei Giovani Comunisti Italiani (F.G.C.I) e da allora il mio impegno politico è cresciuto, culminando in questa candidatura. Ho scelto Fava perché dietro di lui c’è un progetto politico in cui credo. Fava è uno dei pochi che in questa terra ha mantenuto una forte coerenza e che risulta essere l’unico in grado di rompere davvero con il passato, tant’è che nella lista che verrà presentata non ci sarà nessun deputato uscente e nessuno che abbia contribuito a portare allo sfascio la Sicilia”.

“Alternativa”. In questo periodo si abusa di questa parola. Nel nostro panorama politico qual è la vera alternativa?

Oggi siamo in una fase di fine regime, nella quale c’è una confusione totale. Lo spappolamento ideologico e pratico del partito storico della sinistra, che oggi viene rappresentato in maggioranza dal Partito Democratico, impone a chi ha a cuore gli ideali della sinistra di aggregarsi per costruire insieme una proposta politica che parta dai valori, per creare appunto un’alternativa. Un’alternativa a cosa? A un sistema di poteri che va da pezzi del PD al PDL e MPA. Li abbiamo visti in azione con il governo Lombardo e ora si ricompongono secondo schemi che non sono figli di un progetto politico ma frutto di interessi, di lobby di potere. Penso che la candidatura di Fava assuma, in questa prospettiva, un polo di attrazione per tutti quelli che non si identificano con questo modo di fare politica”.

Cosa ne pensa della “rivoluzione” chiamata a gran voce da Rosario Crocetta?

“La sua rivoluzione è quella di mettere insieme chi è per la legalità con chi non lo è mai stato. Crocetta incontra persone arrestate, condannate e poi parla di legalità e lotta alla mafia. Incontra Cateno De Luca e si fa fotografare insieme. La sua idea di rivoluzione è antitetica alla mia idea di alternativa. La Sicilia ha bisogno di un cambiamento, noi dobbiamo rappresentare un’idea di riscatto nell’ambito della legalità. Non può essere confuso con il mettere insieme Dina, Musotto, Vitrano”.

Senza un accordo con Italia dei Valori quante possibilità ha Fava di vincere le elezioni, visto il patto elettorale di Crocetta con l’UDC e i centristi?

Credo che Italia dei Valori non può non stare in questo polo. L’idea di questo progetto è quella di mettere insieme tutti coloro che stanno a sinistra ma sono divisi, per portare avanti un’ideale politico comune. Io penso che il posto naturale di Italia dei Valori sia qui, in questa alleanza. Così come il posto naturale di SEL, alle ultime elezioni comunali era con IDV, per cui non possiamo permetterci di ripetere l’errore fatto lì, questa volta a nome di Orlando, sulla base di velleità e di logiche di altro genere che speriamo non gli appartengano”.

Come potrebbe riprendere credibilità la politica regionale del dopo Lombardo-Cuffaro?

“Dobbiamo ricostruire, attraverso una politica seria e motivata, le ragioni dello stare insieme. Dobbiamo creare una politica partecipata che ridia fiducia ai cittadini. La Regione ha messo tutte le sue risorse sul piatto al solo scopo di creare sistemi clientelari, ormai è alla frutta. Non può più permettersi di sperperare risorse, si dovranno tagliare le spese superflue. Credo che è un proposito non facile da raggiungere ma possibile e ritengo che Claudio Fava sia la persona giusta”.

Paolo Guagliardito

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