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Elezioni Regionali Grand Casinò

Sarà stato il luogo ad ispirare, il Teatro ABC di Catania, ma ieri al confronto tra i candidati presidenti organizzato da Antenna Sicilia è andato in scena il più classico dei teatrini della politica.

Che non sarebbe stato un dibattito sereno lo si capisce da subito quando davanti al teatro si confrontano forconi e polizia in tenuta anti sommossa: i forconi non hanno preso bene l’esclusione in nome di una direttiva Agcom del loro candidato Mariano Ferro e degli altri candidati minori e sono determinati a far partecipare Ferro a costo di portarlo di peso sul palco.

Presente anche Davide Giacalone, il candidato di ‘LeAli alla Sicilia’, che si materializza davanti al teatro e chiede di entrare; qualche grillino annuncia che Giancarlo Cancelleri è a Catania in attesa di comunicazioni. I Forconi intanto si scaldano e diventano maneschi, Miccichè e Musumeci, sommersi dai ‘buffone’, si convincono a mediare con Antenna Sicilia in favore di Ferro e del suo partito. La mediazione ha successo e arriva dalla Tv il via libera ai candidati minori sul palco, sul palco dunque Musumeci, Crocetta, Miccichè e Ferro, non pervenuti Giacalone e Cancelleri, Michela Giuffrida può finalmente iniziare la registrazione di ‘Tiro incrociato’.

La sigla del programma segna però l’inizio di un dibattito difficile soprattutto per la direttrice di Antenna Sicilia che invano avverte che il programma non è una tribuna elettorale. I candidati annuiscono e poco dopo iniziano il rispettivo cannoneggiamento. Forse qualcuno avrebbe dovuto dire che non è nemmeno una battaglia campale. Le prime bordate arrivano da Claudio Fava che per l’occasione si è portato una nutrita claque e naturalmente il bersaglio preferito è Rosario Crocetta che viene bollato da Fava come “candidato complesso e trasversale”. Crocetta dice chiaramente di non comprendere l’atteggiamento del candidato di Sel e Idv che “non attacca la destra”, l’ex sindaco di Gela allora sceglie di confrontarsi con Musumeci ed è il dibattito tra i due che tiene banco e anima la sala per un po’. La politica e le alleanze sono al centro del dibattito, di programmi neanche l’ombra.

L’atmosfera si scalda ancora di più quando interviene Gianfranco Miccichè che specularmente a Claudio Fava ha per obiettivo preferito il suo ex alleato Nello Musumeci, poi arriva l’atto di contrizione pubblico del leader di Grande Sud: “sono stato con Berlusconi e me ne pentirò per sempre”. Ma il capolavoro di Miccichè non è tanto la sconfessione del rapporto politico con Berlusconi che viene confessato quasi come una scappatella, ma un clamoroso abbandono del programma televisivo che giustamente indispettisce Michela Giuffrida. La platea non aiuta: mugugna, applaude i propri paladini, esplode in un ‘buuuh’ trasversale quando Musumeci si proclama “figlio dei sondaggi”, poi un esagitato viene allontanato dal teatro. Troppo coinvolto emotivamente.

La conduttrice prova a portare il dibattito sui programmi con l’aiuto dei cronisti in platea, poi però il grillino Cancelleri fa sapere con un messaggio che non verrà: “sono al cimitero di Catania a deporre un mazzo di fiori per la politica defunta in Sicilia”.

Tocca ai rappresentanti dei sindacati riportare il dibattito alle cose concrete e qualcuno fa giustamente notare che ancora nessuno dei candidati ha pronunciato la parola ‘lavoro’, che però non fa in tempo ad essere pronunciata che arrivano subito i sondaggi a rubare la scena. L’indagine demoscopica di Demopolis annuncia ancora un testa a testa tra Musumeci e Crocetta, ma il vero vincitore al momento sembra essere l’astensione: il 43% dei siciliani non andrebbe alle urne. E dopo questo dibattito, dominato dal politichese e dai colpi di teatro e da una impressionante carenza programmatica e di visione, c’è anche da capirli.

Adriano Frinchi

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Un Commento

  1. Un dato è inconfutabile: Non abbiamo sentito o letto, dagli altri titolati Candidati Governatori, una formale dichiarazione che il loro obiettivo è anche e soprattutto l’APPLICAZIONE INTEGRALE DELLO STATUTO SICILIANO. “Il nostro Statuto per troppi anni è rimasto solo un tratto di inchiostro su un pregiato foglio di carta. Dare piena attuazione alla Costituzione siciliana non rappresenta più una mera utopia ma un’esigenza concreta per creare sviluppo” (Gianfranco Miccichè). L’altra dichiarazione di GIANFRANCO MICCICHE’”Confido nel prezioso apporto del professor Massimo Costa, docente di Economia aziendale all’università di Palermo, per la redazione del mio programma “ rappresenta l’imprimatur della SICILIANITA’ al suo “Sogno”. Il contributo importante di Costa dovrebbe rappresentare per tutti i Movimenti, che hanno il loro fondamento e le loro aspirazioni sull’Autonomia della Regione Siciliana, il punto di riferimento per conseguire quelle aspirazioni autonomistiche per cui si battono da tempo, a partire dall’applicazione integrale dello Statuto Speciale Siciliano. Grande Sud Messina ha da tempo gettato le basi di quello che dovrebbe essere il programma di Grande Sud, basato su tre pilastri fondamentali: Giustizia sociale, Lavoro e Rispetto della Legalità. Ecco le linee principali:1.- Applicazione integrale dello Statuto Speciale. Messa in atto di tutte le azioni legali possibili perché, finalmente, dopo 66 anni i Siciliani possano dire di essere autonomi veramente.
    2.- Occupazione e Sviluppo.- Prioritariamente la difesa dei posti di lavoro esistenti. (Fatti come quelli di Termini Imerese e Priolo non devono più accadere). In atto interi settori risultano congelati e/o con poche idee di rilancio. Contestualmente favorire la creazione di nuova occupazione, adottando subito un Piano Straordinario per nuovi insediamenti produttivi e per lo Sviluppo Industriale e commerciale. Ciò lo si potrà ottenere:
    a) con contratti d’insediamento, incentivando le imprese nazionali e straniere ad investire in Sicilia;
    b) Servizi energetici. Energie rinnovabili. Si dice da più parti ”La Sicilia, l’Isola italiana che potrebbe illuminare l’Europa”. Investire su ciò non significa solo avere un’autosufficienza energetica, ma tali interventi abbasserebbero il costo delle forniture energetiche, e diminuirebbero anche i costi che l’Italia sostiene nei confronti di paesi quali la Russia per i combustibili fossili, oltre, naturalmente, a costituire un volano per lo sviluppo tecnologico ed occupazionale locale.
    c) Istituzione di più ZONE FRANCHE URBANE, con importanti agevolazioni fiscali e contributivi. Sono essenziali per rafforzare la crescita imprenditoriale e occupazionale nelle piccole imprese di nuova costituzione o già operanti nelle Zone interessate, con la creazione inevitabile di posti di lavoro.- Attivazione del Punto Franco di Messina.
    3.- Risanamento ambientale. Salvaguardia del territorio dal dissesto idrogeologico. Azioni di prevenzione e messa in sicurezza degli edifici dei centri storici dei nostri Comuni. Lotta alla deforestazione, all’abbandono dell’agricoltura. Incremento della zootecnia, del florovivaismo. Promozione del comparto agroalimentare. Salvaguardia dei prodotti agricoli .Tutela dei marchi DOP . Difesa di altri settori strategici, come la pesca.
    4.- TURISMO e SERVIZI – Il Turismo deve essere un punto alto del sistema economico siciliano, ma perché possa ulteriormente crescere in quantità e qualità occorre un “contorno” di servizi idoneo. Bisogna credere nel connubio turismo- cultura- ambiente – servizi, dando un sostanziale incremento con la creazione di pacchetti turistici ed eco-turistici, la valorizzazione di manifestazioni che costituiscano importanti richiamo (teatrali, cinematografiche, musicali, ecc…), incentivazione del il turismo congressuale e sociale, Organizzazione di una sorta di “BIT” regionale, Apertura del casinò di Taormina, ecc…
    5.- Revisione sostanziale della legge elettorale e dell’Ordinamento degli Enti Locali in Sicilia dopo le anomalie riscontrate nelle ultime elezioni amministrative.
    6.- Revisione della Struttura Organizzativa della Regione e degli Enti locali. Sburocratizzazione. Semplificazione amministrativa. Stabilizzazione dei lavoratori precari e dei forestali.
    7.- Recupero dei finanziamenti europei inutilizzati ed avvio immediato del loro impiego.
    8.- Difesa della gestione pubblica dell’acqua garantendo la non privatizzazione-
    9.-Realizzazione dei programmi d’intervento sulle strade siciliane finalizzati al riequilibrio territoriale, anche con riferimento alle aree interne più svantaggiate. Completamento delle autostrade esistenti (Messina – Palermo; Catania – Siracusa; Siracusa-Gela;) Completamento di importanti arterie stradali come Caltanissetta – Gela; Santo Stefano di Camastra – Gela; Palermo – Agrigento; Ragusa – Catania; ecc…
    10.–Sanità e Servizi sociali . Abolizione delle liste d’attesa ed adeguata ridistribuzione delle strutture sanitarie sul territorio. Revisione e modifiche sostanziali alla legge 8 novembre 2000, n. 328;
    Ecc…ecc…

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