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Elezioni regionali, ecco i primi nomi per la corsa all’Ars

Palazzo dei Normanni, sede dell’Ars (foto Internet)

Manca circa un mese alla presentazione delle liste e anche se c’è ancora incertezza sui candidati presidente e le coalizioni, nelle segreterie politiche si lavora alacremente alla compilazione delle liste elettorali. La battaglia elettorale sarà dura in tutti e nove i collegi provinciali, ma è indubbiamente a Palermo, dove si elegge il maggior numero di deputati regionali, che si gioca la partita più grossa.

Al momento gli unici ad avere pronta la lista di candidati nel collegio palermitano sono i grillini che schiereranno al fianco del candidato Presidente Giancarlo Cancelleri una lista di 20 neofiti della politica. Più note al grande pubblico le facce dei candidati degli altri partiti, dove la parte del leone la faranno i deputati regionali uscenti.

È il caso del Pd dove proveranno a ritornare all’Ars, con la sola eccezione di Bernardo Mattarella che si prepara per le politiche, il capogruppo Antonello Cracolici e i suoi colleghi Davide Faraone, Giuseppe Lupo e Pino Apprendi. Tra le file dei democratici potrebbe trovare posto anche Fabrizio Ferrandelli, per cui numerosi iscritti al Pd hanno perorato la causa della candidatura nelle liste democratiche con una lettera al segretario nazionele Pierluigi Bersani. Ma l’ex candidato sindaco di Palermo potrebbe scegliere di provare l’avventura nella lista che verrà approntata per sostenere la candidatura di Rosario Crocetta, l’europarlamentare del Pd che fu tra i più accesi sostenitori della candidatura di Ferrandelli a sindaco di Palermo. Incertezza invece su Ninni Terminelli, ex consigliere comunale, che però secondo alcuni sarebbe tentato di provare la scalata a Sala d’Ercole in una delle liste della sinistra radicale.

Qualche titubanza invece si registra tra i deputati regionali uscenti del Pdl. Se le candidature di Francesco Scoma e Salvino Caputo sono certe, testimoni anche i manifesti che già campeggiano per le strade di Palermo, sembrano invece più incerti Ignazio Marinese e il Presidente dell’Ars Francesco Cascio. Se Marinese è più propenso per il no, Cascio invece sarà con molta probabilità costretto a misurarsi con le urne anche se in tanti si sono insospettiti per il lungo silenzio del Presidente dell’Ars, silenzio che ha alimentato le ipotesi più disparate: da una non ricandidatura con la promessa di un posto alla Camera fino ad un fantomatico e più volte sussurrato passaggio all’Udc di Casini. Per il resto nel partito di Angelino Alfano è mobilitazione totale: dovrebbero essere della partita il consigliere comunale Giuseppe Milazzo, gli assessori provinciali Pietro Alongi, Dario Falzone, Giuseppe Di Maggio, Pietro Vazzana e anche il Presidente del Consiglio provinciale Marcello Tricoli.

A guidare la lista di Grande Sud dovrebbe essere lo stesso Gianfranco Miccichè. La presenza del leader arancione però preoccuperebbe non poco gli altri aspiranti per un seggio all’Ars, tuttavia in lista ci sarà sicuramente Franco Mineo e probabilmente anche l’ex consigliere comunale Elio Ficarra, vicinissimo al coordinatore regionale di Grande Sud Pippo Fallica.

La competizione sembra invece aperta nell’Udc. Nelle liste dello scudocrociato ci saranno certamente Nino Dina e Totò Lentini, le new entry Francesco Musotto e Alberto Campagna, ma anche il sindaco di Prizzi Luigi Vallone, l’ex deputato regionale Armando Aulicino, il consigliere provinciale Vincenzo Briganò e il consigliere comunale Giuseppe Cusumano.

Contano su un solo uscente gli autonomisti dell’ex Mpa. Mario Parlavecchio potrebbe così guidare la lista del nuovo Partito dei Siciliani, con lui potrebbero esserci anche gli ex consiglieri comunali Stefania Munafò e Agostino Genova (che però alcuni danno in trattativa con l’Udc), e l’ex assessore provinciale Tony Rizzotto che alle ultime amministrative aveva lasciato Noi Sud per riabbracciare Raffaele Lombardo.

Il Pid-Cantiere popolare presenterà liste unitarie con Noi Sud e potrebbe contare anche sull’apporto di qualche amico palermitano di Innocenzo Leontini. Di certo lotteranno per tornare all’Ars Marianna Caronia, reduce da un successo personale alle ultime amministrative, e Toto Cordaro sul quale punta tutto Saverio Romano.

Lo sbarramento al 5% preoccupa non poco gli altri partiti che punteranno a coalizzarsi per superare la temuta asticella. L’Italia dei Valori che non ha ancora un candidato Presidente proverà a far valere il successo palermitano di Leoluca Orlando e nella sua lista correrà certamente il segretario provinciale dei dipietristi Pippo Russo. L’incertezza domina tra gli ex alleati di Raffaele Lombardo che se non si farà la lista Nuovo Polo per la Sicilia con gli ex dell’Mpa dovranno trovare il modo per mettere insieme una lista per non perdere il treno per l’Ars. Particolarmente delicata la situazione di Fli che riluttante a seguire il Partito dei Siciliani in un’alleanza di centrodestra potrebbe guardare a Rosario Crocetta ritrovando così l’Api di Francesco Rutelli. In questa galassia in movimento di certo saranno candidati l’assessore regionale al Territorio Alessandro Aricò e i deputati regionali uscenti Riccardo Savona e Giovanni Greco.

Adriano Frinchi

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3 commenti

  1. c’è poco da commentare come ha detto pubblicamente il grande Andrea Vecchio se i 90 avessero dignità non dovrebbero ripresentarsi. La sicilia ha bisogno di autonomia! i 90 l’hanno sputtanata VERGOGNA tutti nessuno escluso indegni

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