Politica

Elezioni provinciali, Armao ricorre al Tar

Gaetano Armao (foto da Internet)

 

L’Associazione siciliana per l’Open Government ed il suo presidente, Gaetano Armao, anche quale cittadino-contribuente, hanno proposto ricorso al Tar-Sicilia di Palermo per l‘annullamento, previa sospensione, della delibera della Giunta regionale n.43/2013 che ha fissato le elezioni per il 26-27 maggio prossimo, prescindendo del tutto dai necessari interventi di contenimento dei costi della politica e riordino delle Province.
Il ricorso sarà notificato domani agli organi regionali, al Commissario dello Stato ed al Ministro degli interni, ed evidenzia i profili di illegittimità della delibera che consente, in assenza di una riduzione dei costi e della riforma delle Province regionali, la celebrazione delle elezioni provinciali in Sicilia come se nulla fosse accaduto. Il collegio di difesa è costituito oltre che dallo stesso Prof. Armao, anche dagli Avv. Pierluigi Matta, Alessandro Finazzo e Giuseppe Fragapani.

Mentre all’Ars si discute con ritardo delle proposte di riforma (ben nove: dalla semplice rimodulazione alla soppressione) corre già il tempo fissato dal Governo regionale per le imminenti elezioni provinciali, con l’assai probabile obiettivo di rendere la riduzione dei costi e la riforma, una volta approvate dall’Assemblea, applicabili solo nella successiva consiliatura (così come avvenuto per lo stesso Parlamento siciliano). C’è da ritenere che l’intendimento, peraltro mai sottaciuto dall’inquilino di Palazzo d’Orleans, sia quello di mantenere inalterato l’attuale assetto ed i costi degli apparati per finalità politiche ‘espansive’. Prova ne è che lo stesso Governo non ha formulato alcuna proposta di riforma delle Province regionali (come invece fatto dalla precedente Giunta). Un costo inaccettabile per i contribuenti siciliani (nonostante i declamati e sin qui mai realizzati contenimenti di spesa)e l’ennesima sottrazione alle riduzioni dei costi della politica stabilite per l’intero Paese.

È chiaro, a questo punto, che non si arriverà per tempo all’obiettivo fissato dalla legge regionale 14/2012 (nemmeno citata dalla Giunta) che impone, prima della indizione delle elezioni provinciali, un risparmio di almeno il 20% dei costi, ne’ a dare attuazione alle riforme statali che prevedono un drastico ridimensionamento delle Province. In materia, peraltro, nonostante le competenze esclusive della Regione, opera il principio di coordinamento della finanza pubblica che impone, comunque, la riduzione dei costi ed il riordino delle funzioni delle attuali Province regionali (ben nove) adeguando l’Ordinamento regionale ai principi di contenimento della spesa pubblica.
La specialità non può essere un privilegio per la classe politica isolana, semmai ne deve accentuare la responsabilità. Per questo si propone ricorso con l’obiettivo di bloccare l’illegittimo e costoso rinnovo delle Province regionali sino al varo di una riforma coerente con le previsioni dello Statuto regionale che istituisca i liberi consorzi e ne riduca i costi.

 

 

 

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