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Elezioni provinciali ad Aprile. Avanti: “Una decisione discutibile”

Giovanni Avanti (foto internet)

“La scelta del Presidente della Regione Rosario Crocetta di andare al voto il 21 e 22 aprile per il rinnovo della Province appare ingiustificata e discutibile perché non consente di portare a termine un percorso intrapreso e condiviso da più parti per giungere ad un nuovo assetto di governo del territorio di area vasta”.

Il Presidente dell’Unione regionale delle Province siciliane e della Provincia regionale di Palermo Giovanni Avanti interviene sulla decisione del Governo regionale in merito alla data per le prossime elezioni provinciali. “Come Unione delle Province regionali siciliane – sottolinea Avanti – abbiamo lavorato da diversi mesi per un progetto di riforma che prevedeva la riduzione numerica degli organi istituzionali delle Province (Consigli e Giunte), con conseguente risparmio economico, ma che istituiva anche un nuovo soggetto di partecipazione territoriale come la Conferenza permanente dei sindaci. La nostra proposta prevedeva anche, in base al principio di sussidiarietà, una razionalizzazione e un riassetto di alcune competenze che oggi sono in capo alla Regione e che hanno solo prodotto ingestibili carrozzoni pubblici (Asi, Iacp, Consorzi di Bonifica e altri) con costi esorbitanti e gravi carenze nell’erogazione dei servizi.

Avevamo illustrato questo progetto – aggiunge Avanti – nel corso degli incontri avuti con l’assessore regionale alle Autonomie Locali Patrizia Valenti e con la commissione affari istituzionali dell’Ars, con i quali c’era stata la condivisione di una riforma delle Province che potesse realmente rilanciare questi enti, contestualmente ad una riduzione della spesa pubblica, avendo come obiettivo prioritario un sensibile miglioramento dei servizi resi ai cittadini, innalzando la qualità di vita dei nostri territori.

Non c’è dubbio che l’affrettata decisione del Governatore Crocetta vanifica il cammino intrapreso. Le nove Province sono comunque pronte ad affrontare la competizione elettorale, ma la Sicilia perde così la grande opportunità di diventare a livello nazionale esempio e modello di una riforma in grado di porre fine al demagogico e ipocrita dibattito sull’abolizione degli enti intermedi. Così invece non cambierà nulla e francamente dopo tanti annunci su riforme e tagli alla spesa pubblica, non è la risposta che le istituzioni e soprattutto i cittadini si aspettavano”.

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