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Elezioni, la carica delle 215 liste

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Sono scaduti i termini per la presentazione al Viminale dei contrassegni delle liste che intendono competere alle prossime elezioni politiche. A giudicare dai tabelloni del ministero dell’Interno sarà una sfida all’ultimo voto: non solo per la presenza di numerosi concorrenti con tanto di candidato premier, ma perché le maggiori coalizioni in campo andranno alla competizione elettorale con apparentamenti numerosi.

Il centrosinistra che ha indicato come capo della coalizione il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, presenterà sette liste alla Camera e al Senato: Pd, Sel, Centro Democratico, Psi, Il Megafono-Lista Crocetta, Moderati e Svp.

La coalizione guidata da Silvio Berlusconi invece alla Camera potrà contare su 9 liste: Pdl, Lega Nord, Grande Sud-Mpa, Fratelli d’Italia, Intesa Popolare, La Destra, Pensionati, Moderati in Rivoluzione di Samorì e Liberi da Equitalia. Al Senato il Cavaliere punta all’effetto lenzuolo, ci saranno con lui ben 14 liste: Pdl, Lega, Grande Sud, Fratelli d’Italia, Cantiere Popolare, la Destra, Basta Tasse, Intesa Popolare, Liberi da Equitalia, Mir, Mpa-Pds, Potere ai Cittadini con l’effige del giornalista siciliano Pino Maniaci e Rinascimento Italiano.

C’è poi la coalizione raccolta attorno a Mario Monti che schiera per la camera un tridente composto da Udc, Fli e Scelta Civica, mentre al Senato corre con il listone “Con Monti per l’Italia.

C’è poi il pubblicitario romano Ottavio Pasqualucci, leader di Forza Roma che ha coalizzato attorno a se ben 9 liste, assolutamente eterogenee, in entrambi i rami del Parlamento.

Poi ci sono le liste uniche per Camera e Senato con tanto di candidato premier: Da Fare per Fermare il Declino di Oscar Giannino a Rivoluzione Civile che candida l’ex pm Antonio Ingroia, passando per il Movimento 5 Stelle che indica Beppe Grillo capo della coalizione  e la galassia dell’estrema destra con Casa Pound, Forza Nuova e Fiamma Tricolore.

In totale i simboli presentati sono 215 un mini-boom del contrassegno pari al più 15 per cento: alle politiche del 2008 erano «solo» 181. Entro domani il ministero dell’Interno deciderà chi sarà ammesso, respinto (ma esiste sempre il ricorso in Cassazione) o rimandato: in questo caso il «concorrente» avrà 48 ore di tempo per riproporsi con le modifiche richieste. tappa successiva, quella della raccolta delle 30 mila firme, da cui sono esentati i partiti già presenti in Parlamento da inizio legislatura. Poi domenica 20 e lunedì 21 verranno presentate le liste.

Adriano Frinchi

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