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Elezioni 2013, i ‘trombati’ del centrodestra

Fabio Granata (Fli)

 

Le elezioni politiche si sono appena concluse; se non c’è un reale vincitore di sicuro si può parlare di eclatanti sconfittesia a livello nazionale che regionale, in Sicilia.

Tra i delusi (o per meglio dire ‘trombati’) di questa tornata elettorale senza dubbio in testa c’è Mario Monti e la sua coalizione che comprende, tra gli altri, Futuro e Libertà, Unione di Centro (rispettivamente a 0.46 % e 1,68 % alla Camera, al Senato la lista era unica).

Il Presidente del governo tecnico italiano ha fatto un autentico buco nell’acqua accarezzando il 10% sia alla Camera (10, 56%) che al Senato (9,13 %) risultando un’alternativa poco credibile dopo un anno di pressione fiscale che avrà giovato le casse dello stato ma di sicuro non lo ha premiato nel confronto elettorale.

La decisione di scendere in campo è stata mal vista da tutti gli schieramenti politici e, sebbene Mario Monti dopo la scelta di Berlusconi di far cadere il governo abbia ‘ aperto’ al centrosinistra, alcune dichiarazioni del Professore sono state parecchio attaccate da entrambi i fronti.

In realtà Monti ha cercato di colpire tra i delusi del centrodestra senza però riuscire nell’impresa: la campagna elettorale, sobria, non ha portato eclatanti novità riguardo il programma preciso di Monti che si è più che altro limitato a sottolineare le qualità del governo appena concluso dimenticando che la questione relativa alle tasse ha sempre avuto una fortissima eco mediatica sul popolo italiano.

I veri flop di queste elezioni sembrano essere gli schieramenti di Futuro e Libertà ( Gianfranco Fini non eletto) e Unione di Centro presenti in lista solo alla camera: le percentuali dei due partiti interni alla lista Monti sono impietose (0,46 % Fli e 1,78 % UdC) sebbene paradossalmente nei voti degli italiani residenti all’estero l’intera lista civica del Professore abbia raggiunto un risultato confortante, addirittura sopra il 18%.

“Ha vinto il populismo. Per noi è comunque stato un risultato soddisfacente, da alcuni ipotizzato superiore, ma io sono molto soddisfatto alla luce di alcuni elementi, a cominciare dai tempi, appena cinquanta giorni da quando abbiamo deciso di presentarci, partendo da zero” – ricorda Monti che continua – “I nostri elettori hanno fatto una scelta coraggiosa, votando in più di tre milioni per qualcosa che prima non esisteva, e lo hanno fatto nell’interesse generale.” E conclude con un monito:”Un governo al Paese va garantito con trasparenza, alla luce del sole”.

Continua l’elenco dei delusi da questa campagna elettorale, tanti i partiti che hanno fallito. Nel centrodestra esiste solo il Pdl, anzi Berlusconi: la Lega si inchioda al 4% in entrambe le Camere mentre tutti gli altri schieramenti sembrano non pervenire. Al Senato Grande Sud prende un  solo seggio e diventa la terza forza della coalizione, mentre alla Camera prende nove seggi Fratelli d’Italia del trinomio Crosetto – Meloni – La Russa.

In Sicilia è lungo l’elenco degli esclusi eccellenti: a prendere seggi è esclusivamente il Pdl, nessun seggio (né alla Camera, né al Senato) per Fli, Mpa, Grande Sud, Mpa, La Destra, Cantiere Popolare, Mir e Lega Nord. Dall’ex governatore Raffaele Lombardo a Salvino Caputo, da Gianfranco Miccichè a Iacolino. Tutti fuori. Nella coalizione di Monti non riescono a raggiungere la Camera neanche Gianpiero D’Alia (UdC), Fabio Granata e Carmelo Briguglio (entrambi Fli).

“Le urne non ci hanno premiato, ma se si crede in un progetto lo si deve portare avanti comunque”. Lo ha detto il leader di Grande Sud, Gianfranco Miccichè commentando i dati elettorali del suo schieramento politico.

“Non ho nessun rammarico – ha aggiunto Miccichè – per la mancata elezione. Sono contento per tutto ciò che ho fatto in politica. Non posso che fare i complimenti al presidente Berlusconi, che in due mesi è riuscito a non far vincere la sinistra”.

Brutto colpo per Fabio Granata che, dopo essere stato eletto Deputato alla Camera nella lista del PdL nel 2008 ed essendo nominato Vicepresidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, aderisce a Fli, vota la sfiducia a Berlusconi dopo essere deferito – come Bocchino – ai “probiviri” a causa della troppa vicinanza con l’allora presidente della Camera Gianfranco Fini.

Adesso il suo partito non prende nemmeno un seggio e la situazione in cui si trovano Granata, Fli e, soprattutto, Gianfranco Fini è molto pesante: bisogna vedere se la sfiducia al partito, uscito dal voto assai malconcio e con percentuali irrisorie, sia da attribuire all’alleanza con Monti o, viste la proporzioni, all’abbandono del Pdl.

Lo scenario politico risulta totalmente mutato.

 

Simone Giuffrida

 

 

 

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Un Commento

  1. alcuni elementi del FLI, tra questi anche Fabio Granata, si sono sempre contraddistinti per arroganza, presunzione e superbia.
    Una legnata simile a questi signori gli fa molto bene e ancor di più a quelle persone che sono state maltrattate e disprezzate da costoro! Adesso andate a cercare lavoro.

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