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Elezioni 2007. Orlando “chi ha sbagliato pagherà”

Diego Cammarata

Ci sono voluti sette anni per avere giustizia. Ma alla fine il Tar di Palermo ha dato ragione a Leoluca Orlando, stabilendo che, le elezioni del 13 e del 14 maggio 2007 nelle quali l’esponente del centrodestra Diego Cammarata vinse sull’attuale primo inquilino di Palazzo della Aquile, andavano annullate.

Per i giudici della prima sezione presieduta da Filoreto D’Agostino le elezioni dovevano essere ripetute a causa di gravi vizi di illegittimità. Per i magistrati amministrativi “non v’è dubbio che la denunziata irregolarità relativa alla consegna dei plichi, recanti la documentazione delle operazioni del seggio, a personale non identificato sia gravissima e determini, se riferita ad un numero elevato di sezioni, una valida ragione di annullamento dell’intero procedimento”.

Una sentenza che ha fatto gridare allo scandalo chi da quella tornata elettorale ne uscì sconfitto, Leoluca Orlando, che proprio all’indomani del voto presentò ricorso per chiedere l’annullamento di tutte le operazioni elettorali.  “Adesso i responsabili di questo losco sistema di brogli dovrà cominciare a tremare – è lo sfogo, misto a rabbia dell’attuale primo inquilino di Palazzo delle Aquile, che oggi ha convocato i giornalisti per commentare la sentenza del Tar- e anche se è passato troppo tempo quello che oggi chiedo è di accertare le responsabilità penali di chi ha negato la democrazia a Palermo durante le elezioni di quel tempo. Non sono stato preso sul serio, quando denunciai i fatti, ma ora qualcuno dovrà pagare” .

E’ un fiume in piena Orlando, che ha perso la battaglia ma ha vinto la guerra e annuncia che invierà la decisione del Tribunale amministrativo alle procure della Repubblica, al presidente del Consiglio, ai presidenti delle Camere, alla Commissione nazionale antimafia e alla Corte europea dei diritti dell’uomo, “perché per la prima volta in Italia sono state negate la libertà e la segretezza di voto. Mi sono stancato – ha aggiunto il sindaco – di questo atteggiamento omertoso. Dietro a tutto questo c’è una vera e propria organizzazione criminale di stampo mafioso. La struttura delle elezioni è stata del tutto manipolata perché durante le elezioni i plichi con le schede sono stati consegnati da persone non identificate. Abbiamo la certezza, grazie a dei video di una televisione privata, che questi plichi, sconfezionati, sono stati gettati in piazza Bologni da soggetti sconosciuti in sella a dei motorini”.

Nel ricostruire la vicenda il primo cittadino del capoluogo, denuncia la manipolazione di circa un terzo dei seggi, 192 su 600.

“In tre casi – ha dichiarato Orlando – la Digos, il giorno prima delle elezioni (sabato 12 maggio, ndr) trovò alcuni presidenti di seggio che firmavano in solitudine le schede elettorali. Abbiamo anche registrato la mancata responsabilità degli uffici comunali preposti. Le elezioni andavano annullate. È una battaglia di grande rilievo, una sentenza coraggiosa grazie alla quale accerteremo le relative responsabilità”.

Signor sindaco, si è fatto già un’idea di chi sia stato il deus ex machina, il burattinaio, di questa organizzazione perfetta, studiata nei minimi particolari? E’ la domanda che rivolgiamo al sindaco.

“Io l’idea ce l’ho eccome- risponde- ma anche questa la farò presente alle procure di competenza”.

Marina Pupella

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