Economia & Lavoro

Eletta la Presidenza di Confesercenti Giovani Sicilia

Pierpaolo Drago (foto internet)

I giovani sono il nostro presente e il nostro futuro. Quelli talentuosi rappresentano la garanzia di sopravvivenza e sviluppo del nostro territorio. Ecco perché Confesercenti Sicilia ha deciso di eleggere e insediare un organismo che dia voce alle esigenze delle giovani imprese.

È stata così eletta la Presidenza della Confesercenti Giovani Sicilia. “Raggiungiamo un obiettivo fortemente voluto dal gruppo dirigente regionale – spiegano il direttore Salvatore Curatolo e Il presidente Vittorio Messina -, certi che solo sostenendo i giovani talentuosi nella creazione di nuove opportunità di business si potrà incidere sullo sviluppo e la crescita economica dei nostri territori, ma anche sulla tenuta dei livelli occupazionali”.

Il presidente è Pierpaolo Drago, che guiderà la presidenza composta da Giuseppe Cantale, Filippo Sgroi, Marco Doria, Salvatore Dolcemascolo, Giovanni Birriolo, Cannova Maurizio Francesco Nobile, Simona Mirabile, Filippo Guzzardi, Giuseppe Cristoforo, Filippo Frasca. Il coordinamento regionale del Comitato giovani imprenditori è stato affidato a Salvo Basile.

All’assemblea elettiva ha partecipato il presidente nazionale Confesercenti Giovani, Vincenzo Schiavo, il quale, sottolineando l’importante risultato raggiunto dalla categoria attraverso l’inserimento nel pacchetto crescita 2 delle misure a sostegno della defiscalizzazione per i primi tre anni di vita delle attività condotte da giovani imprenditori, ha puntualizzato la necessità di rilanciare il dialogo con le forze politiche locali al fine di sollecitare una più stretta interlocuzione con il comparto e affrontare le priorità del settore.

I temi caldi sono l’innovazione aziendale, il passaggio generazionale, l’imprenditorialità e la formazione. Ed ancora: le politiche di accesso al credito per i giovani imprenditori, l’internazionalizzazione e l’orientamento degli incentivi statali e delle risorse comunitarie per la creazione e il sostegno delle imprese degli under 40.

“La pressione fiscale – ha spiegato Schiavo – è ormai sconvolgente. Siamo arrivati ai livelli attuali in un silenzio assordante. In Italia ci sono 160 mila imprese contro le 800 mila dell’Inghilterra. Dalle nostre parti chiudono e da loro crescono. Il perché è presto detto: in Italia si paga il 45 per cento di tasse – ha proseguito -, il doppio dell’Inghilterra”.

Non basta la sola denuncia. Servono iniziative concrete. “Abbiamo il dovere di provare a cambiare il sistema – ha concluso Schiavo -. Dobbiamo pretendere che le regole cambino. La corsa di un imprenditore in Italia non può essere più difficile di coloro che vivono in altri paesi. I giovani sono la nostra risorsa. Qualche tempo fa un ragazzo ci ha scritto per renderci partecipi della sua frustrazione. Si sentiva un fallito perché le banche gli chiedevano garanzie per finanziargli un progetto valido. È questa la stortura del sistema che dobbiamo provare a cambiare, dialogando con le Istituzioni, sia nazionale che locali”.

Comunicato stampa

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