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“El Burrito”, all’Expo una fattoria di inclusione per ragazzi autistici con 40 asine di razza ragusana

In occasione della manifestazione per la Giornata Mondiale dell’Autismo svoltasi al teatro Politeama di Palermo, Francesco Panasci ha intervistato Giuseppe Russo, già Commissario straordinario dell’ Istituto Sperimentale Zootecnico della Sicilia.

Il progetto “El Burrito”, finanziato dalla Fondazione con il Sud e con partner autorevoli, oltre ad attività di onoterapia, produrrà latte e cosmetici creando nuova occupazione per soggetti fortemente svantaggiati. Giuseppe Russo: ”Le azioni di progetto verranno realizzate in quattro anni“

Giuseppe Russo, ex commissario straordinario dell’Istituto Sperimentale Zootecnico della Sicilia, ci crede fermamente. Ha perciò inondato di mail le massime autorità siciliane per proporre all’Expo di Milano il progetto “El Burrito”, interamente finanziato dalla Fondazione per il Sud, che ospiterà dodici ragazzi autistici tra i 18 e i 35 anni in una fattoria appositamente attrezzata destinata a diventare una vera e propria azienda di allevamento, che rappresenterà uno sbocco professionale per i portatori di svantaggio.

“Si tratta egli dice – anche di contribuire a creare una nuova speranza per i nostri giovani, alla creazione e allo sviluppo di posti di lavoro in un momento di grande dramma occupazionale. Sappiamo da tempo che il contatto diretto con la natura e gli animali, sia da un punto di vista terapeutico che relazionale, innesca un processo virtuoso di recupero personale e sociale del disabileIl progetto ha l’ambizione anche di contribuire alla creazione e allo sviluppo di posti di lavoro in un momento di grande dramma occupazionale. I giovani disabili, destinatari del progetto, infatti, entreranno a far parte della Cooperativa Area Azzurra in qualità di soci lavoratori”.

Dove verrà realizzata e con quali obiettivi?

“A Termini Imerese” che di questo dramma è un esempio eclatante dopo la chiusura di buona parte delle imprese della sua area industriale, FIAT ed indotto in testa. Il progetto può già contare su una fitta rete di partners con l’obiettivo di sostenere il processo di inserimento lavorativo del disabile  migliorandone le capacità cognitive, comportamentali e di crescita personale e professionale attraverso la sua partecipazione attiva all’attività lavorativa . Si contribuirà a ridurre il pregiudizio nei confronti della disabilità psichica ed a promuovere la cultura del disabile come risorsa, attraverso le attività di comunicazione che consentono alla comunità di comprendere le potenzialità e le risorse dei destinatari del progetto”.

Vi è quindi un cronoprogramma?

“Le azioni di progetto verranno realizzate in quattro anni. La prima fase di start up avrà la durata di un anno, nel corso del quale si provvederà: alla ristrutturazione dell’immobile e sistemazione del terreno; all’acquisto di tutti i macchinari ed attrezzature necessari per lo svolgimento delle attività e all’acquisto delle asine, si prevede infatti un allevamento di 40 asine di pura razza ragusana. All’interno di questa fase sarà realizzata anche l’attività di formazione sia per i destinatari del progetto sia per gli operatori di supporto. Infine, altro momento importante, nella fase di start up ci sarà la concertazione tra tutti i partner del progetto e la comunicazione: verranno realizzati incontri di coordinamento e tavoli tematici necessari per l’avvio e il monitoraggio delle attività progettuali: verranno definiti ruoli, competenze e tempi

“Nella seconda fase del progetto, della durata di 3 anni, verranno realizzate le attività lavorative vere e proprie. Queste daranno luogo alla produzione di latte per l’alimentazione umana, anche a fini terapeutici, e alla realizzazione di servizi quali la mediazione con l’asino (onoterapia) per persone diversamente abili o soggetti con disagio, trekking a dorso d’asino, onodidattica. L’ipotesi di sviluppo successivo prevede la realizzazione di prodotti cosmetici a base di latte d’asina oltre che un processo di liofilizzazione e commercializzazione del latte su tutto il territorio regionale”.

La Cooperativa Area Azzurra è di nuova costituzione?

“No, vanta anzi esperienze decennali nell’inserimento lavorativo di soggetti in situazione di disagio compresi i disabili psichici che hanno fatto parte della cooperativa in qualità di soci fin dalla sua costituzione. Per supportare l’attività di inserimento lavorativo sono stati individuati partners qualificati che hanno fornito il loro know-how sull’attività da realizzare e partners che supportino l’inserimento lavorativo di soggetti disabili”.

Quali partners?

“Nel settore allevamento, al primo posto l’Istituto Sperimentale Zootecnico per la Sicilia che cura la  valorizzazione e la salvaguardia delle razze autoctone, tra cui l’Asino Ragusano, già da tempo inserito nei progetti di ricerca sia per la salvaguardia, trattandosi di razza in via di estinzione, ma anche per le potenzialità di produrre un latte destinato ai bambini con intolleranze alle proteine latte vaccino e alle poli allergie alimentari. Del resto, l’Istituto Sperimentale Zootecnico Sicilia studia da anni le caratteristiche delle razze asinine, in particolare quelle autoctone, e l’utilizzo del latte di asina, ed è diventato uno dei pochi centri di ricerca italiani sulla materia. Poi il Consorzio nazionale Allevatori Asini, la s.a.s. Asinomania Latte specializzata nei servizi che possono essere realizzati con gli asini, dalla onoterapia alla onodidattica e all’onotrekking.

Per quanto riguarda le attività di supporto, l’ASP di Palermo, l’Associazione genitori soggetti autistici solidali con i suoi tutor altamente specializzati e la Cooperativa sociale Ben-Essere che da tre lustri gestisce comunità alloggio per giovani e giovani disabili. E’ stato coinvolto anche il Comune di Termini Imerese e quello di Sciara per rimuovere eventuali ostacoli burocratici.

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