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Ecco perché Fabio e Mingo sono stati sospesi da “Striscia la Notizia”…

Svelato il motivo della sospensione di Fabio e Mingo. Il provvedimento contro la coppia di inviati baresi è stato preso a causa della realizzazione di due servizi che sarebbero successivamente risultati essere falsi. Il Gabibbo a nome di “Striscia La Notizia”  ha dato l’ annuncio  comunicando che seguiranno azioni legali.

Fabio e Mingo, stando a quanto riportato dal Gabibbo davanti alle telecamere del tg satirico, avrebbero realizzato due servizi falsi: uno su un finto avvocato, l’altro su una maga sudamericana. “Abbiamo acclarato che il caso di qualche tempo fa della maga sudamericana non esiste” ,ha detto il famoso pupazzo rosso. “Anche quello del falso avvocato – ha poi aggiunto – era una messa in scena. E a noi già questo basta. E’ una cosa grave”.

Fabio e Mingo insomma avrebbero realizzato degli scoop taroccati. Il Gabbibo ha proseguito affermando che “seguiranno azioni legali per accertarne le responsabilità”. Entrambi i casi non sono stati, a quanto risulta, oggetto di provvedimenti. “Forse i panni sporchi si lavano in famiglia, ma voi siete la nostra famiglia”, ha concluso il Gabibbo.

Fabio e Mingo hanno risposto con una nota affermando di aver sempre fatto servizi concordati con gli autori di ‘Striscia La Notizia’
Dopo circa due ore è arrivata la replica della coppia di inviati: “Ci meravigliamo per il contenuto delle frasi riportate dal Gabibbo nella trasmissione di questa sera, in quanto noi – hanno scritto Fabio e Mingo in una nota – ci siamo sempre prodigati per rendere al meglio la nostra prestazione di attori nell’ambito dei servizi, prodotti esclusivamente nel rispetto delle precise indicazioni ricevute, assecondando, sempre, gli autori del programma nella scelta e nelle modalità di esecuzione dei servizi”.

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Un Commento

  1. Trafficanti di CollaudoPOLI Veicoli Pesanti !! CERTI DI RESTARE IMPUNIBILI !! STRAGI DOLOSE CONTINUE !!
    Da 30 anni sono vittima di MalaGiustizia ! ora a 64 anni o perso tutto !!..dal 2009 senza lavoro !!((CollaudoPOLI Veicoli Pesanti !! Grave Pericolo Stradale e Sociale !!))
    Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-08376 presentato da
    ROMANO Paolo Nicolò Movimento 5 Stelle testo di Giovedì 12 marzo 2015, seduta n. 390
    PAOLO NICOLÒ ROMANO. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:
    ai Ministri interrogati è nota la pluridecennale vicenda di CarloMassone, autotrasportatore e titolare della ditta omonima di Castelletto d’Orbia in frazione Crebini (Alessandria), per le innumerevoli interrogazioni parlamentari che si sono succedute dal 1994 ad oggi, che lo hanno visto protagonista di una tenace lotta contro quello che egli stesso ha definito lo scandalo «collaudopoli» ossia l’esistenza di un sistema generalizzato di corruzione che coinvolge gli uffici territorialmente competenti del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, della motorizzazione e di altri enti, quali l’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ISPESL), abilitati al rilascio delle certificazioni attestanti i collaudi a norma di legge degli automezzi pesanti, sia usati che di nuova immatricolazione, e questo a detrimento della qualità degli automezzi venduti e della sicurezza della circolazione stradale;
    come sopradetto, la questione è approdata nella aule parlamentari in numerose occasioni, con interrogazioni presentate a partire dalla XII legislatura e fino a quella tuttora in corso, dove anche recentemente il Governo è intervenuto rispondendo, lo scorso 10 luglio 2014, all’interrogazione n. 5-02234 del deputato Emanuele Fiano, presentata il 26 febbraio 2014;
    l’ennesima non risposta del Governo e l’assenza di significative iniziative contro il sistema «collaudopoli» hanno spinto il signor Carlo Massone a presentare, presso la guardia di finanza compagnia di Nove Ligure, ben due denunce (verbale di ricezione del 21 maggio 2014 e del 23 luglio 2014) nei confronti di due dirigenti pubblici rei, a detta del signor Massone, di continuare a fornire notizie non corrispondenti al vero non consentendo al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti una corretta valutazione del suo caso, nello specifico con riferimento alla perizia terza ed imparziale, disposta dall’autorità giudiziaria relativamente alla sua complessa vicenda, redatta l’11 novembre 1992 dal dottor ingegner Carlo Pollarolo nominato CTU dal tribunale di Alessandria in data 28 novembre 1991;
    nel suo esposto il denunciante, dichiara che: «In virtù delle interrogazioni parlamentari richiamate desidero portare a conoscenza di chi è preposto a fare giustizia che le commissioni parlamentari che hanno attenzionato il mio caso, hanno valutato sulla base di una perizia di parte – PLURA SpA – e non su una perizia effettuata dal CTU dottor ingegner Carlo Pollaroro nominato dal Giudice del Tribunale di Alessandria»;
    le accuse mosse da Carlo Massone contro l’attuale direttore alla motorizzazione di Alessandria, e il direttore della direzione generale territoriale Nord Ovest del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, relativamente all’istruttoria relative alla suddetta documentazione, se confermate risulterebbero indubbiamente gravi e lesive dell’immagine delle istituzioni da essi rappresentate. Preme ricordare che, in merito, è stato aperto un procedimento penale contro ignoti, iscritto al n. 2014/4159 RE. GE. della procura della Repubblica di Alessandria, conclusosi con richiesta di archiviazione a detta di Carlo Massone senza che siano state esperite indagini appropriate;
    questa pluridecennale battaglia mediatica, giudiziaria e politica condotta dal signor Carlo Massone l’ha ormai ridotto sul lastrico al punto che da tempo minaccia il suicidio in quanto impossibilitato a condurre un’esistenza dignitosa –:
    se i Ministri interrogati vogliano accertarsi di quanto in premessa chiarendo se nelle precedenti risposte, date nelle sedi parlamentari, siano stati utilizzati tutti i pareri prodotti sulla complessa vicenda del signor Carlo Massone e, in particolare, se siano stati valutati con la dovuta attenzione quelli terzi ed imparziali disposti dall’autorità giudiziaria. (4-08376)

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