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Ballardini bis: “Punto sui giocatori di qualità”. Zamparini: “Aver mandato via Iachini per me è un trauma. Ballardini? Riporterà entusiasmo all’interno della squadra”

E’ iniziato ieri il Ballardini bis.  Il tecnico ravennate si è presentato alla stampa accompagnato dal direttore sportivo Manuel Gerolin e l’amministratore delegato Angelo Baiguera. L’inizio della conferenza ha visto come protagonista il Presidente Maurizio Zamparini, collegato in video-chiamata ha spiegato le ragioni che l’hanno spinto a esonerare Iachini e il perché di Ballardini.

“Sono triste– ha esordito Zamparini -. Aver licenziato un amico come Iachini per me è un trauma che devo ancora digerire. Ho dovuto prendere questa decisione nell’interesse del Palermo. Una decisione lunga e consultata con persone fidate. Ero preoccupato, la zona retrocessione era vicina. Domenica la fortuna è stata dalla nostra, ma io e Iachini non eravamo più’ in sintonia. Non credeva nella squadra che aveva, io non considero il Palermo né scarso né al top per questo a gennaio faremo tre/quattro acquisti, tra cui una punta. Sulla scelta del nuovo allenatore: “Avevo chiesto a Guidolin se era disposto a tornare, ma mi ha detto di no. Ballardini ha accettato subito e quello che mi ha spinto a scegliere lui è stato il suo entusiasmo, un fattore che c’ è mancato in questo inizio di campionato”.

Come giudica il fatto che la maggior parte della squadra si sia schierata con Iachini?

Ho parlato con gli uomini più rappresentativi della squadra, in primis il capitano Sorrentino, da cui ho avuto l’assenso nell’esonerare l’allenatore. Maresca ha detto delle stronzate, ho parlato con il suo procuratore e saranno presi provvedimenti. Ho comprato Dybala e Vazquez prima di Iachini e in serie B avevamo un budget stipendi di 40 milioni. Il Carpi è andato in serie A con un budget stipendi di 6 milioni, questa è la differenza. Il lavoro di Ballardini in campo lo dirà, con Iachini non giocavamo più a calcio”.

Acquisti a gennaio

“Abbiamo una buona squadra, a gennaio la voglio far diventare un’ottima squadra. Ci manca qualità in tutti i reparti. Abbiamo giocatori buoni come Vazquez, Quaison e Hiljemark“.

Da quando ha iniziato a pensare all’esonero di Iachini? 

“Dalla partita di Napoli, sono rimasto deluso dalla prestazione della squadra non dal il risultato che ci può stare. Sopratutto non mi sono piaciute le giustificazioni dell’allenatore alle mie obbiezioni,  gli risposi che era meglio restare a casa e risparmiavamo i soldi del viaggio. Altri due fattori che mi hanno spinto a cambiare guida tecnica, sono stati: l’involuzione del gioco della squadra e l’atteggiamento di conflitto del tecnico nei confronti della società, una cosa che io non volevo. Non c’era più dialogo, lui mi diceva si quando ci vedevamo e poi faceva l’opposto. Domenica siamo stati fortunati, se Paloschi a inizio secondo tempo avesse segnato ci affossava”.

Nella scelta di Ballardini ha influito il suo modo di giocare?

“Si anche. Le squadre di Ballardini giocano un bel calcio, l’abbiamo visto nell’anno in cui è stato qui. Il Palermo merita di lottare per le coppe. Costruiremo immediatamente centro sportivo e stadio”.

Si è confrontato con Foschi prima di scegliere Ballardini?

“Si con Rino ci sentiamo tutti i giorni. Siamo rimasti in buoni rapporti, spero in futuro possa tornare a collaborare con noi”

Vazquez e Iachini, preoccupato dalle dichiarazioni del Mudo?

“Vazquez è logico che si schieri con Iachini, con lui ha iniziato a giocare. Ricordiamoci che Dybala con Iachini non giocava, sono stato io a consigliare al mister di provarlo. Voglio una squadra offensiva e non che giochi con cinque difensori per prendere 54 gol, come l’anno scorso”

Infine sui motivi delle dimissioni di Ballardini sette anni fa, Zamparini ha risposto così:

“Ballardini mi chiese di lasciarlo libero di andare alla Lazio perché pensava che a livello di organico i biancocelesti fossero di livello superiore”.

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Poi è stato il momento di BallardiniIl Palermo merita la posizione che ha. I punti non sono pochi ma neanche tanti. Non mi preoccupa il fatto che la squadra sia legata al vecchio allenatore. Mi fa piacere, sono essere umani anche loro”. Esonero entro dicembre?  “Ho un record mondiale: su nove anni in serie A, otto sono subentrato. L’unico anno completo l’ho fatto alla Lazio, ma era meglio non iniziare. Formazione e modulo? Prediligo i giocatori di qualità e che siano bravi sia in fase offensiva che in fase difensiva. Vi ricordo che nel mio primo Palermo i primi a difendere erano Simplicio e Cavani”.

Vazquez? “E’ un grande giocatore con  qualità e spirito di sacrificio. Nel reparto avanzato può fare qualsiasi ruolo tranne che la prima punta”. Dove può arrivare questo Palermo? “Se riusciamo a fare bene tutte le fasi del gioco possiamo arrivare lontani”. Cosa vuole trasmettere alla squadra? “Io insieme al mio staff cercheremo di diffondere le nostre idee alla squadra, ho uno staff serio che sa come lavorare”. Ritorno per la seconda volta qui a Palermo:  “Sono contento di essere tornato perché se uno stesso presidente ti richiama nuovamente, vuol dire che gli hai lasciato un  bel ricordo. La stessa situazione l’ho avuta a Cagliari dove eravamo già salvi e a Genova, che pensandoci mi dispiace parecchio visto che poi a andare in serie B fu il Palermo”. Quando è nata la possibilità di tornare a Palermo? “Con il Presidente ci siamo sentiti subito dopo la partita contro il Chievo. Ero stato in Sicilia per cinque giorni da un amico di Ravenna che però ha casa a Balestrate. La Sicilia è un posto incantevole, non puoi non tornare”. La prima partita contro il suo passato, la  Lazio: “Affronteremo  una squadra forte, oggi è una realtà del nostro calcio. Noi andremo lì a giocarcela. Zamparini? “Ammiro il Presidente perché dice quel che pensa, una cosa a cui voi giornalisti non siete abituati nel bene e nel male”. Infine sull’idea di gioco e su Gilardino? “Sono contento di avere in rosa Alberto, un attaccante completo che ti permette di fare tutto. L’idea di gioco è quella di sfruttare tutti al massimo, dagli esterni difensivi all’inserimento dei centrocampisti e riuscire a fare contemporaneamente sia la fase difensiva che quella offensiva”

 

 

 

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