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In discoteca con le cuffie: succede a Milano…

Foto di Andrea Cumbo

La compresenza tra la vivacità della vita notturna e la tranquillità dei residenti è sovente un delicato tema nell’equilibrio della città. Che questa si estenda sul mare, ospiti studenti universitari o abbia le dimensioni di un minuscolo centro di provincia, il leit motiv della notte è  lo stesso da decenni. Le perenni proteste di chi rivendica il proprio diritto al riposo (ricordando che l’indomani si lavora!) rimbombano all’interno di un contesto sonoro in cui la musica accompagna gli schiamazzi dei giovani.

Il gap generazionale genera così una crepa ideologico/anagrafica nell’armonia cittadina. I guelfi, spesso over trenta, custodi del principio per cui la notte è fatta per dormire, si scontrano così con quei giovani ghibellini che, dal canto loro, difendono il sacrosanto diritto a divertirsi, ricordando, impavidi, come le città abbiano bisogno anche di questo, per considerarsi “vive”.

A Palermo, residenza o domicilio di migliaia di studenti, il problema si ripresenta quasi quotidianamente e si perpetua tutto l’anno. Nel resto della Sicilia, invece, il conflitto caratterizza più che altro la stagione estiva e avviene principalmente nei locali adiacenti le spiagge. Ai sindaci l’arduo compito di conciliare le due fazioni, con risultati che hanno scatenato, la scorsa estate, le lamentele giovanili per l’eccessiva brevità concessa alla diffusione della musica dalle casse. Nel lido agrigentino di S. Leone non si poteva ballare oltre le 3:00, che erano le 2:30 del marsalese e addirittura, in alcuni locali del palermitano, sembra che si udisse il fischio finale del divertimento notturno già all’una e mezza!

A Milano, locomotiva italica delle tendenze giovanili, si è invece trovata una bizzarra soluzione di compromesso. Ieri sera, nello spiazzale delle Colonne di S. Lorenzo, spazio praticato da centinaia di giovani in ogni notte meneghina, i ragazzi avevano in dotazione delle cuffie wireless con cui potevano ballare un sound proveniente da un’unica stazione sulla quale erano sintonizzati. Le lucine blu ai lati delle cuffie aumentavano, anche visivamente, quell‘atmosfera surreale creata da questi corpi che si muovevano, ritmicamente, nel più totale silenzio.

Originale e innovativa, senza dubbio, l’idea di garantire i propri diritti a giovani e meno giovani della città, ricetta consigliabile di certo alle amministrazioni di casa nostra, malgrado non si entri nel merito di problematiche legate ai costi della silenziosa operazione. Rimane tuttavia il dubbio di come si faccia a sussurrare qualcosa alle orecchie della potenziale conquista di turno, o come si possa scambiare qualche impressione con gli amici. Apprezzabile, oggettivamente, il tentativo di conciliare le esigenze di tranquillità e divertimento, diritti più o meno sacrosanti e tutto sommato garantibili a tutti.

Andrea Cumbo

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