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Disabili gravi, si lasceranno morire per protesta contro legge di stabilità

Protesta (foto internet)

Seicento euro al mese. È con questa cifra che il Governo Monti sosterrà ognuno dei 25 mila italiani non autosufficienti tramite i fondi stanziati dalla Legge di Stabilità, per un totale di 200 milioni. Una cifra considerata dai diretti interessati troppo esigua, quasi irrisoria, visto e considerato che per chi è ricoverato in strutture sanitarie la spesa annuale supera i 60 mila euro.

Per questo motivo a fine ottobre una cinquantina di persone con disabilità grave, insieme alle rispettive famiglie, hanno cominciato lo sciopero della fame e proprio in queste ore, davanti al Ministero delle Finanze in via XX Settembre, alcuni malati di Sla (Sclerosi Laterale Amiotrofica) hanno deciso che se non arriveranno risposte concrete e definitive si lasceranno morire.

Infatti, nessuno di loro ha portato con sé il ventilatore polmonare di scorta, quello da mettere in funzione quando il principale si scarica, avendo una durata di 5 ore. “E’ un omicidio di massa in diretta”, specificano dai vari comitati tra cui spicca il “Comitato 16 novembre” presieduto da Salvatore Usala, affetto dalla Sla.

“Omicidio” perché l’assassino, si legge in giro nel web sui vari forum e sulle pagine Facebook di chi sostiene la lotta, è direttamente lo Stato. Perché i tagli al welfare e i nuovi fondi decisi con la Legge di Stabilità sembra proprio che non possano assicurare un’esistenza dignitosa a chi è costretto su una sedia a rotelle o ancora peggio attaccato a tubi e macchine che ne permettono il nutrimento e il mantenimento in vita, altrimenti impossibile.

La protesta di oggi, già adesso in atto, è la più clamorosa messa in atto in questo Paese dall’inizio della crisi economica: ancor peggio dei minatori asserragliati sotto terra o degli operai dell’Alcoa sopra una gru. In questo caso ci sono persone profondamente malate che si lasceranno soffocare lentamente fino a morire davanti ad un Ministero e forse, chissà, davanti a fotografi e telecamere.

Il dubbio sulla presenza di carta stampata e televisioni è lecito, considerando che in questi giorni – compresso oggi – nessuno dei principali media nazionali si è occupato della vicenda: Messaggero, Corriere della Sera e Repubblica nelle loro versioni romane non ne fanno cenno, i telegiornali di ieri sera hanno parlato di tutto (anche di Claudio Baglioni) ma non dei malati di Sla pronti a morire. Un’incomprensibile – e colpevole –  indifferenza.

Aggiornamento delle 15.46 -” Il presidente del Comitato 16 Novembre, Salvatore Usala, poco dopo le 14 è uscito soddisfatto dall’incontro avuto con il Sottosegretario di Stato Gianfranco Polillo, poiché questi ha promesso il raddoppio dei fondi previsti dalla Legge di Stabilità in favore delle persone non autosufficienti. La cifra, dunque, dovrebbe passare da 200 a 400 milioni di euro. Il presidio e la protesta, dunque, si interrompono”.

Valerio Valeri 

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