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Dipasquale battezza il gruppo ‘Territorio’ all’Ars e punta i piedi

Nello Dipasquale. Foto Internet

Sarà stato il mancato ingresso in giunta o la paura di rimanere schiacciato tra due corazzate come Pd e Udc, sta di fatto che Nello Dipasquale, l’ex sindaco di Ragusa approdato all’Ars con la lista Crocetta, ha deciso di far sentire la sua voce e quella del Movimento ‘Territorio’.

Così oggi alla sala stampa dell’Ars Nello Dipasquale insieme all’ex ministro socialista Salvo Andò ha presentato il gruppo parlamentare del movimento ‘Territorio‘ che raggiunge quota 5 grazie all’adesione di Salvo Lo Giudice eletto deputato regionale con circa 9.000 voti nella Lista Musumeci. Il neonato gruppo parlamentare oltre a Nello Dipasquale, che ne sarà il capogruppo, e Salvo Lo Giudice può contare anche su Marcello Greco, Gianfranco Vullo e Alice Anselmo. Quest’ultima, eletta nel listino bloccato, sarà la vicecapogruppo.

Il movimento Territorio, ha ricordato Dipasquale è nato nell’ottobre del 2011 “e il gruppo serve per mantenere una identità che era precedente, dunque”. Dal punto di vista politico, Dipasquale ha detto di guardare “con attenzione” al movimento del Megafono promosso dal presidente della Regione, Rosario Crocetta.

Di fatto però il Megafono di Crocetta è stato svuotato dalla mossa di Dipasquale: il movimento del Presidente della Regione non potrà costituire un gruppo a Sala d’Ercole dato che rimangono sotto le insegne del Megafono solo l’ex sindaco di Casteldaccia Giovanni Di Giacinto e il l’ex questore di Gela Antonio Malafarina. Quest’ultimo nei giorni passati aveva criticato duramente le manovre di Dipasquale.

E’ evidente che con la costituzione del gruppo parlamentare del movimento ‘Territorio’, la componente politica che fa riferimento a Salvo Andò e Nello Dipasquale è intenzionata a pesare sulle future scelte del Presidente della Regione e sui precari equilibri di Sala d’Ercole. E la prima prova di forza potrebbe già arrivare alla prima seduta dell’Ars quando si dovrà discutere dell’elezione del Presidente dell’Assemblea che secondo gli accordi all’interno della maggioranza dovrebbe andare al centrista Giovanni Ardizzone.

Non a caso il deputato Marcello Greco ha ricordato ai cronisti: “Non abbiamo nulla in contrario a votare Giovanni Ardizzone per la presidenza dell’Ars o qualcun altro. Prima di andare in aula chiediamo però un confronto, un dibattito pubblico, senza sotterfugi”.

Adriano Frinchi

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