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No del Senato a Ddl Sallusti: bocciato l’art.1, decade l’intero testo

Senato. Foto Internet

Il Ddl Diffamazione non s’ha da fare: con 123 voti contrari, 29 sì e 9 astenuti, l’articolo 1 del disegno di legge ‘Salva-Sallusti’, contenente anche le norme che prevedono il carcere per i giornalisti, viene bocciato in Senato. La bocciatura del primo articolo del Ddl comporta lo stop dell’intero provvedimento.

Esulta l’Ordine dei Giornalisti, nelle parole di Enzo Iacopino, suo presidente: “Dobbiamo ringraziare chi ha votato affinché la legge venisse affossata – dice Iacopino – Resta la legge del 48’, in cui è previsto il carcere per il reato di diffamazione e speriamo che questa venga cancellata. I cittadini hanno diritto a un’informazione libera”.

Soddisfatta anche la Fnsi, il sindacato unitario dei giornalisti italiani: “Una notizia positiva. Si è fermato un processo legislativo ingiusto – dichiara Franco Siddi, segretario generale della Fnsi – Questo disegno di legge non avrebbe prodotto nessun beneficio per i diffamati da errori o danni da stampa, ma avrebbe messo a repentaglio la libertà dei giornalisti”. “Si è rischiato di approvare – prosegue Siddi – una legge capace addirittura di dividere i giornalisti in base alla loro posizione contrattuale, riservando le misure più dure, carcere compreso, ai giornalisti più deboli. E’ necessaria adesso – conclude – che si pensi ad una legge in grado di garantire ai cittadini un’informazione libera e pulita”.

Parla di ‘vittoria’ anche Vincenzo Vita, esponente del Pd: “Abbiamo vinto. Decaduto l’articolo 1, decade anche tutto il resto. Finalmente la fine di questa brutta storia – dice Vita – E’ la fine non accidentale di una porcata immane”.

Un plauso arriva anche dall’Unione Europea: “L’UE si è sempre espressa – rammenta Viviane Reding, Commissaria alla Giustizia – a favore della libertà di espressione dei media. Per questa ragione sono pienamente in sintonia con la decisione espressa dal Parlamento, che ha bocciato l’emendamento”.

Intanto si è tenuto ieri (martedì, ndr) a Palermo, un dibattito, organizzato dall’Assostampa Siciliana e dal Gruppo siciliano dell’Unione Nazionale Cronisti Italiani (Unci). Tema del dibattito la tutela della libertà di stampa e di espressione e parità di trattamento tra cronisti e direttori in caso di diffamazione.

“La mobilitazione di un’intera categoria contro una legge indegna ha funzionato – ha detto Guido Columba, presidente dell’Unci – Adesso però deve proseguire per definire le condizioni di una modifica della norma che consenta ai giornalisti di lavorare serenamente”.

Anche Riccardo Arena, presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, ha sottolineato come la categoria sia in uno dei periodi più bui della sua storia: “Non passa giorno senza che non venga registrato un attacco alla categoria, soprattutto da parte del mondo della politica”.

Paolo Guagliardito

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